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L’università di Verona abbandona la vivisezione e libera i suoi macachi

Un lieto fine per tre macachi rinchiusi nei laboratori dell’Università degli Studi di Verona: dopo che l’ateneo ha ufficialmente rinunciato a praticare la vivisezione, i tre primati verranno finalmente liberati.

Si tratta, purtroppo, solo di 3 degli oltre 600.000 animali che vengono utilizzati per esperimenti medici in Italia. Una cifra che ogni anno comprende primati e roditori indifesi, rinchiusi in laboratori e sottoposti a ogni genere di abuso e tortura.

Un risultato del dialogo tra istituzioni e associazioni

Questo traguardo è in larga parte dovuto alle associazioni animaliste che da anni si impegnano nella lotta per i diritti delle cavie da laboratorio. Tra queste c’è LAV Area Ricerca Senza Animali, che attraverso la sua portavoce Michela Kuan ha sottolineato come il dialogo sia fondamentale nel processo di cambiamento.

“Il dialogo tra le associazioni e il mondo scientifico è possibile e fondamentale per sostenere il cambiamento in atto”, ha dichiarato la portavoce. Auspicando, inoltre, una spinta verso il futuro, “attraverso il sostegno ai modelli innovativi e alternativi all’uso degli animali.”

L’Università di Verona è il terzo istituto universitario ad abbandonare l’uso della vivisezione nei suoi laboratori, dopo l’Università di Padova e quella di Modena.

Il percorso verso la libertà

I tre macachi liberati potranno finalmente iniziare il loro percorso di recupero per avere una vita felice. Verranno trasferiti in provincia di Grosseto, dove saranno ospitati in un centro specializzato nel recupero di primati salvati dalla vivisezione.

Qui, un team di veterinari ed esperti di primati seguirà con attenzione le fasi del loro inserimento in un’area protetta in cui sono già ospitati oltre 50 macachi, tutti provenienti da università italiane. Si tratta per la prima volta dopo molto tempo che i 3 nuovi ospiti vedranno la luce del sole e che avranno spazio per muoversi liberamente.

La strada verso il completo abbandono della ricerca medica effettuata attraverso la vivisezione è ancora lungo, ma il dialogo cominciato con le istituzioni e il mondo scientifico pone delle solide basi per continuare questa transizione verso una ricerca senza animali.

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