Le buone notizie da Gaia

Un gattone nero tra le linee di Nazca

Finalmente è arrivato anche il gatto!

Ecco una notizia che farà gioire i tantissimi amanti del piccolo felino domestico. Non poteva infatti mancare lui, il gatto, l’animale magico per eccellenza, tra le famosissime linee di Nazca.

Infatti, sul dorso di uno degli scuri declivi che compongono il leggendario deserto di Nazca, altopiano arido che si estende per una ottantina di chilometri tra le città di Nazca e di Palpa a sud di Lima, nel Perù meridionale, è stata recentemente individuata  l’inconfondibile figura di un gattone in una sua tipica posa. Una piccola sfinge rilassata, sdraiata su un fianco, in assorta contemplazione dell’universo circostante…

Il luogo del ritrovamento,  in compagnia di uccelli, scimmie, fiori, insetti, linee geometriche e…un astronauta.

Il luogo del ritrovamento, nello specifico, si chiama il Mirador Natural, una collina pietrosa che sorge su un tratto della Panamericana Sur, lunga arteria che porta in Cile attraversando una regione desertica, sullo sfondo dell’oceano Pacifico da un lato e delle vette della catena Andina dall’altro. Un luogo antico, ricco di energia, fascino e mistero.

Il micione si va ad aggiungere agli altri disegni di pesci, uccelli, scimmie, fiori, disegni geometrici e figure umane scoperti negli anni in queste zone dagli archeologici, che hanno fatto sognare e fantasticare generazioni di studiosi e, perché no?, anche di bambini.

Chi di noi non ha infatti impressa nella memoria  fin dalle elementari la famosa figura dalle sembianze umane con la testa simile ad un casco, che ha suscitato le più affascinanti interpretazioni, prima fra tutte quella che la figura rappresentasse un astronauta?

Nel corso degli anni, in una superficie di 180 chilometri quadrati circa sono emerse migliaia di linee risalenti ad una epoca che va dal  500 a.C. e il 200 d.C., alla fine dell’era Paracas. «Non ci stupiamo di trovare ancora nuovi disegni e sappiamo che ne esistono altri . Negli ultimi anni i droni infatti ci hanno permesso di scattare foto delle colline», ha precisato Johny Isla, archeologa responsabile delle linee peruviane.  

La prima di queste grandi figure, visibili solo da una certa altezza, era stata individuata nel 1927 e dall’allora, ciclicamente gli archeologici identificano dall’alto piante e animali delineati sul terreno sabbioso. Un vero patrimonio archeologico, storico e culturale.

Il significato delle linee.

Diverse le interpretazioni sul loro uso. C’è chi sostiene fossero dei sentieri adatti alle cerimonie religiose per invocare la pioggia, così rara ma così essenziale per i raccolti della zona, che è infatti una delle più aride della Terra. 

Altri ritengono invece che siano la riproduzione della volta celeste e della distribuzione degli astri: ogni animale – dal colibrì, alla scimmia, all’alligatore, alla balena – rappresenterebbe le costellazioni che queste antiche popolazioni osservavano nel cielo.

Infine, la teoria più affascinante ma poco aderente alla cronologia storica: i disegni erano piste d’atterraggio per guidare il ritorno del leggendario eroe-maestro Viracocha, noto anche come Quetzalcoatl o Kontiki, atteso dal cielo a proteggere le popolazioni indigene ai tempi dei Conquistadores spagnoli.

In realtà ancora oggi le origini e la funzione di questi fantastici geoglifi rimangono ancora avvolte nel mistero, rendendone la loro presenza magica e, volendo, anche un po’ inquietante…

Com’ è avvenuto il ritrovamento del gatto di Nazca.

Tornando al micione, questo nuovo geoglifo è stato trovato per caso nel corso di un’operazione di pulizia della collina dalla sabbia e dal terriccio per renderla accessibile ai visitatori, in una zona di forte pendenza e quindi ancora poco visitata. I segni, di una larghezza variabile tra i 30 e i 40 centimetri, hanno rischiato di scomparire definitivamente a causa dell’erosione naturale. Per fortuna il lavoro di restauro apportato subito dopo la scoperta ha permesso di far riemergere il profilo dell’animale.

Il gatto, lungo 37 metri, adesso è entrato nell’ “olimpo”delle linee di Nazca, luogo inserito nel 1994 tra i dodici siti peruviani patrimonio dell’umanità dell’Unesco.

E noi di Uam TV, molto amanti di questi magici animali, simbolo da secoli di spiritualità e protettori delle nostre anime, non possiamo che esserne felici!

PS: fra l’altro ieri 17 novembre era la giornata mondiale dei gatti neri, e il gattone di Nazca ne sarà da ora il portabiandiera…

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Sul rapporto tra gatti ed esoterismo puoi leggere qui la nostra intervista alla famosa catblogger Elena Angeli di Amicidichicco “Gatti, magia e spiritualità”.

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