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L’Ombelico Magico: malocchio e movida

La modernità insegue le tradizioni ancestrali in L’Ombelico Magico, lungometraggio di Laura Cini girato nella città toscana di Versilia.

Incentrato sulle figure dell’anziana Edda e della giovane Giulia, questo film dilata i tempi per catturare i momenti di una terra dove usanze e ritualità antiche si insinuano nei momenti più comuni.

UN MICROMONDO DI MOVIDA E SPIRITUALITA’

Ambientato nelle campagne della regione costiera della Versilia, il film racconta un ambiente diviso, quasi dualistico. Un mondo dove il divertimento sfrenato della movida e delle discoteche sulla spiaggia convive con quello dei campi austeri.

Motore della storia sono proprio i momenti di contatto tra questi due mondi: quando Giulia, giovane e in cerca di un equilibrio, comincia a interessarsi alle pratiche magiche di Edda. L’anziana donna, infatti, è una “segnatrice”, cioè una donna capace di sciogliere il malocchio e far passare la paura nelle persone.

Focalizzandosi sulle vite dei numerosi personaggi che anche solo marginalmente compongono questo cosmo rurale, il film prende un ritmo narrativo lento, aprendo spazi di riflessione e fascino nei momenti che caratterizzano la vita in questa regione.

Un impianto narrativo che ricorda il realismo magico dei romanzi di Marquez: un mondo misterioso e isolato, dove modernità e antichità formano una relazione complessa.

I TANTI VOLTI DI UNA TERRA MAGICA

La Versilia diventa il palcoscenico sul quale giocano influenze sotterranee, credenze popolari e riti di sapore pagano. Attorno alla magia di Edda si accalcano le storie dei vicini di casa che si rivolgono a lei, delle donne del paese che cercano il suo consiglio.

E non mancano gli allevatori di bestiame, gli operai venuti dall’estero, gli imprenditori dei locali notturni della zona. E anche un predicatore folle, che in mezzo alla strada urla la sua verità ai turisti e ai bagnanti, come una sonda umana delle forze spirituali nascoste nella terra.

Tra silenzi e sguardi, gesti di lavoro e di scongiuro, Laura Cini racconta l’Italia locale, la provincia rurale. Quella fetta di paese perennemente divisa, come presa in una lotta interiore che si è cristallizzata in lei, diventandone parte.

RIPORTARE IL FOLKLORE ALLA GENTE

Il fascino per il folklore italiano non è una novità. Da anni assistiamo al suo revival e alla sua riesumazione, con ogni regione che rispolvera usanze e leggende locali per esigenze di business o cultura.

Quello che Laura Cini riesce a fare con questo film è andare in controtendenza: niente più semplificazioni, nessuna idealizzazione. Rifuggendo una narrazione del folklore in senso magico e preconfezionato, L’Ombelico Magico fabbrica una storia incentrata sull’elemento fondamentale di ogni credenza popolana: il tessuto sociale in cui essa permane.

Perché la pratica rituale di scacciare il malocchio non è che un aneddoto divertente senza un paese che pone fiducia in questo metodo, senza una comunità che assegna un ruolo a queste pratiche, senza anche uno scontro ideologico tra credenti e scettici.

L’Ombelico Magico, e di questo siamo tutti contenti, non è un carnevale per turisti, ma un quasi-documentario su una parte d’Italia dove la magia ancora vive.

Regia: Laura Cini
Durata: 75”
Anno: 2015
Genere: drammatico
Paese di produzione: Italia
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