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Mindfulness: l’arte difficile di esserci davvero

  • Immagine del redattore: Redazione UAM.TV
    Redazione UAM.TV
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 5 min

In un tempo che ci vuole sempre altrove, riportare l’attenzione a ciò che stiamo vivendo può diventare un piccolo atto di libertà

Mindfulness: l’arte difficile di esserci davvero

Siamo diventati bravissimi a essere ovunque, tranne che nel posto in cui ci troviamo. Rispondiamo a un messaggio mentre mangiamo, pensiamo alla riunione di domani mentre qualcuno ci sta parlando, scorriamo distrattamente il telefono davanti a un tramonto e, perfino nei momenti di riposo, continuiamo a ripassare mentalmente ciò che è successo ieri o a immaginare ciò che potrebbe accadere domani. Il corpo è seduto su una sedia, ma la mente ha già percorso chilometri. In questo continuo spostamento dell’attenzione si inserisce una parola diventata molto popolare negli ultimi anni: mindfulness. Una parola inglese che rischia, proprio a causa del suo successo, di diventare uno slogan, una tecnica da aggiungere alla lista delle cose da fare per stare meglio. Eppure il suo significato più profondo è sorprendentemente semplice: accorgersi di essere qui.


Non significa smettere di pensare


Uno degli equivoci più frequenti sulla mindfulness è immaginare che praticarla significhi riuscire a svuotare completamente la mente, raggiungendo una specie di silenzio perfetto nel quale ogni pensiero scompare. Basta provare a restare seduti in silenzio per qualche minuto per rendersi conto di quanto questa aspettativa sia poco realistica. La mente pensa perché questo è ciò che sa fare: ricorda, anticipa, associa, interpreta, costruisce storie. La pratica consiste piuttosto nell'accorgersi di ciò che sta accadendo senza essere trascinati automaticamente da ogni pensiero. Posso notare una preoccupazione senza trasformarla immediatamente in una profezia; posso sentire rabbia senza doverle consegnare ogni mia parola; posso percepire una sensazione spiacevole senza decidere subito che debba scomparire. In quello spazio minuscolo tra ciò che accade dentro di noi e la nostra reazione comincia una forma diversa di libertà.


La vita che perdiamo mentre aspettiamo la prossima


Molte giornate vengono vissute come corridoi. Attraversiamo il lunedì aspettando il fine settimana, l'inverno aspettando l'estate, il lavoro aspettando le vacanze, una fase difficile aspettando che finalmente cominci quella giusta. Persino durante i momenti desiderati rischiamo di essere già proiettati verso ciò che verrà dopo. Così una parte enorme dell'esistenza finisce per essere considerata una semplice anticamera. La mindfulness ci ricorda qualcosa di quasi banale e proprio per questo facilmente dimenticato: la vita non accade nel futuro che immaginiamo, accade nell'unico istante che possiamo realmente abitare. Questo non significa rinunciare ai progetti o smettere di ricordare il passato; significa riconoscere che anche mentre progettiamo il futuro o ricordiamo ciò che è stato, lo stiamo facendo adesso.


Prestare attenzione alle cose piccole


Una pratica di presenza non richiede necessariamente cuscini da meditazione, incensi o ambienti perfettamente silenziosi. Può cominciare mentre si beve un bicchiere d'acqua, mentre si cammina verso casa, mentre si ascolta qualcuno parlare. Provare per qualche minuto a fare una cosa sola può apparire quasi rivoluzionario: mangiare senza guardare uno schermo, camminare senza prendere immediatamente il telefono, ascoltare una persona senza preparare mentalmente la risposta mentre sta ancora parlando. Significa tornare a percepire il sapore del cibo, il contatto dei piedi con il terreno, la temperatura dell'aria, il tono della voce di chi abbiamo davanti. Sono dettagli apparentemente insignificanti, ma è proprio attraverso questi dettagli che l'esistenza diventa esperienza e smette di essere soltanto una successione di pensieri.


Anche ciò che fa male chiede di essere visto


Essere presenti non significa vivere in uno stato permanente di serenità. La mindfulness non cancella il dolore, la paura, la rabbia o la tristezza e non dovrebbe diventare uno strumento per convincerci che tutto vada sempre accettato passivamente. Ci sono situazioni che devono essere cambiate, relazioni dalle quali è necessario allontanarsi, ingiustizie che richiedono una reazione. La consapevolezza può però aiutarci a vedere con maggiore chiarezza ciò che stiamo vivendo prima di agire. Osservare un'emozione significa riconoscerla nel corpo, ascoltarne il messaggio e distinguere, almeno per un momento, l'esperienza reale dalla storia che costruiamo intorno ad essa. A volte ciò che ci tormenta non è soltanto quello che è accaduto, ma le centinaia di volte in cui continuiamo a farlo accadere nella nostra mente.


L’attenzione è diventata un territorio conteso


La capacità di restare presenti assume oggi anche un significato molto concreto. La nostra attenzione è continuamente sollecitata da notifiche, contenuti, messaggi e stimoli progettati per conquistarne una parte. Ogni pausa può essere immediatamente riempita; ogni attesa può trasformarsi in uno scrolling; ogni momento di noia può essere cancellato prima ancora che riusciamo ad accorgerci di provarlo. Recuperare consapevolmente la propria attenzione significa allora anche decidere a cosa concedere il proprio tempo mentale. Spegnere una notifica, lasciare il telefono in un'altra stanza o concedersi dieci minuti senza alcun contenuto da consumare possono sembrare gesti minuscoli, ma ricordano che la nostra presenza non è una risorsa infinita. Dove scegliamo di mettere attenzione, lentamente, costruiamo anche la nostra vita.


Cominciare da un respiro


Forse la mindfulness può essere liberata proprio dall'idea di dover diventare un'altra prestazione. Non serve trasformarla nell'ennesimo obiettivo da raggiungere, contando i giorni consecutivi di meditazione o giudicandoci perché la mente continua a distrarsi. La distrazione fa parte della pratica. Ci si accorge di essere altrove e, semplicemente, si ritorna. Al respiro. Al corpo. Ai suoni della stanza. A ciò che stiamo facendo. Poi ci si distrae di nuovo e si ritorna ancora. Questo movimento, ripetuto centinaia di volte, è forse l'essenza stessa della consapevolezza: non riuscire a restare sempre presenti, ma imparare a riconoscere ogni volta che ci siamo allontanati.


Questa sera su UAM.TV: i benefici della mindfulness



Proprio per approfondire cosa significhi portare concretamente la mindfulness nella vita di tutti i giorni, questa sera alle 20:30 UAM.TV ospiterà una diretta con la Dott.ssa Benedetta Balboni dal titolo “I benefici della mindfulness”. Sarà un'occasione per comprendere meglio i principi fondamentali di questa pratica, superare alcuni dei luoghi comuni che la circondano e scoprire come semplici strumenti di consapevolezza possano trovare spazio nel lavoro, nelle relazioni, nella gestione delle emozioni e nei momenti di maggiore pressione. Benedetta Balboni, sociologa, co-fondatrice del centro B-Yourself e ideatrice del podcast Mindfulness con Benedetta, condividerà anche l'approccio maturato attraverso anni di esperienza con percorsi individuali e di gruppo. Un incontro pensato soprattutto per riportare la mindfulness dalla dimensione astratta alla quotidianità, là dove può diventare una risorsa concreta per osservare con maggiore lucidità ciò che accade dentro e intorno a noi. La diretta sarà trasmessa su UAM.TV e sui canali social collegati.


Conclusione: tornare dove siamo


Passiamo una parte enorme della nostra esistenza cercando qualcosa che viene dopo: una risposta, un risultato, una soluzione, un momento migliore. La mindfulness propone un movimento opposto e molto più semplice: tornare. Tornare al corpo che respira, alla persona che abbiamo davanti, alla strada che stiamo percorrendo, alla giornata che esiste prima che venga sostituita dalla successiva. Non sempre ciò che troviamo nel presente è piacevole e non tutto deve esserlo. Ma soltanto ciò che riusciamo a vedere davvero può essere compreso, accolto oppure cambiato. Forse essere presenti significa soprattutto questo: smettere, almeno per qualche istante, di attraversare la nostra vita come se dovessimo arrivare da qualche altra parte.


Citazione d'autore

«Il vero miracolo non è camminare sull’acqua o nell’aria, ma camminare sulla Terra.»

Thích Nhất Hạnh

Musica da ascoltare durante la lettura

“Spiegel im Spiegel” di Arvo Pärt.



Una composizione essenziale, lenta e sospesa, capace di lasciare spazio al silenzio senza riempirlo, ideale per accompagnare qualche minuto di lettura e di attenzione.

Consiglio consapevole

Oggi scegli un gesto che compi abitualmente in modo automatico: bere il caffè, fare una doccia, camminare fino alla macchina, preparare la cena. Per una volta prova a farlo senza aggiungere altro. Niente telefono, niente video, niente distrazioni volontarie. Osserva semplicemente ciò che accade. Potresti scoprire che dentro un gesto quotidiano c'era molto più mondo di quanto ricordassi.

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