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The Happiness Effect: un film sull’imparare la felicità nonostante il dolore

The Happiness Effect è un film che si addentra nel dolore alla ricerca della felicità. Attraverso la storia di Lea, una studentessa con una malattia terminale, il regista Borjan Zafirovski racconta il tentativo di una ragazza e della sua famiglia di ritrovare una felicità definitiva e duratura.

La cura contro l’effetto Werther

La protagonista di The Happiness Effect è Lea, una studentessa universitaria di ventuno anni a cui viene diagnosticata una leucemia incurabile. Sconvolta dal dolore per la prognosi disastrosa, Lea comincia a cercare di ritrovare la felicità perduta.

Proprio motivata da questa ricerca, decide di fare della ricerca della felicità il tema della sua tesi universitaria. Una tesi che sarà anche il suo lascito e con la quale spera di trovare un contrappeso all’effetto Werther: l’effetto per cui pensieri dolorosi e negativi generano altri pensieri negativi.

Le ricerche di Lea nel campo delle neuroscienze, della mentalità positiva e della filosofia si accompagnano alle vicende travagliate della famiglia e gli amici della ragazza: il rapporto interrotto con il fratello Igor, con l’amica Ana e la complicata relazione tra i suoi genitori.

L’effetto della felicità

Con il procedere della trama, Lea scivola sempre più verso la morte. Fino a quando la malattia non la riduce in uno stato di coma irreversibile. A questo punto, la presenza fisica di Lea scompare dal film, lasciando i personaggi a confrontarsi con la sua sparizione.

Ma proprio questa assenza dà la possibilità all’effetto felicità di manifestarsi, attraverso i materiali da lei raccolti, i video girati e le pagine scritte per la sua tesi. Aprendo così una riflessione sul ruolo dell’immagine, dei social media e delle esperienze condivise nel creare uno stato di felicità diffuso e duraturo.

Sull’onda della ricerca di Lea, i personaggi rimasti cercheranno di completare l’opera della ragazza, risolvendo le loro questioni in sospeso per ritrovare una qualche felicità.

Un film profondo, ardito e sorprendente

Lungi dall’essere una semplice riflessione su che cosa sia e su come si generi la felicità, The Happiness Effect è un film ben eseguito che esplora le vicende umane dei suoi personaggi in profondità.

I virtuosismi della macchina da presa e i giochi della fotografia rendono in maniera vivida ed espressiva i conflitti interiori dei personaggi. Zafirovski rompe a più riprese la continuità del reale per catapultarci nell’inconscio e nel simbolico.

Il risultato è un effetto straniante che a volte può stancare, ma molto più spesso trasmette un senso di immersione senza pari. Certamente, The Happiness Effect è un lavoro magistralmente riuscito del cinema macedone. Un paese la cui industria cinematografica meriterebbe certamente più attenzione.

Titolo originale: The Happiness Effect
Regia: Borjan Zafirovski
Genere: drammatico
Anno: 2019
Durata: 90′

Se i film sulla felicità e sulla ricerca interiore vi interessano, vi piacerà anche il film The Altruism Revolution, incentrato sul ruolo dell’altruismo tra gli umani. Potete anche leggere la nostra recensione The Altruism Revolution: geni ed empatia.

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