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“A thousand girls like me”: la lotta contro il silenzio e la violenza in Afghanistan

La violenza sulle donne in Afghanistan raccontata attraverso gli occhi di una vittima, A thousand Girls Like Me è un reportage commovente sulla rottura del silenzio e la lotta ai pregiudizi.

La storia di Khatera

Protagonista del documentario è Khatera, una giovane donna afgana residente a Kabul. Vittima delle violenze sessuali del padre, dal quale ha avuto due figli. Quando la madre trova il coraggio di denunciare la situazione di estrema violenza domestica, comincia per le due donne un percorso contro i pregiudizi della gente e l’ostracismo delle autorità.

A thousand Girls Like Me segue la vicenda di Khatera e di sua madre: dentro alle mura di casa, nei centri antiviolenza, negli studi ginecologici e nei tribunali. L’occhio della cinepresa non si leva mai, non si chiude di fronte a nulla, nemmeno davanti alle minacce di chi quell’occhio vorrebbe spegnerlo.

Uno sguardo ininterrotto e senza mezzi termini sul susseguirsi di ostacoli che Khatera, come ogni donna afgana, incontra sul suo cammino verso la giustizia. A partire dalla faziosità della polizia nel mettere in discussione prove inconfutabili, o dei tribunali che tentennano nel formulare accuse precise.

Per poi arrivare alla famiglia stessa di Khatera, in cui i fratelli la incolpano di avere rovinato la loro reputazione e gli zii paterni sono sempre pronti a vendicarsi contro la nipote.

Rompere il silenzio

A thousand girls like me è anche la storia della crescita personale di Khatera, del suo impegno nel non essere solo una vittima passiva, ma nel pretendere di essere ascoltata. Una lotta per ottenere la giustizia che le viene negata.

E che, di fronte all’indifferenza dei vicini e della polizia, la porta a trovare il coraggio di apparire in televisione e raccontare quello che le è accaduto. Riuscendo così a rompere il muro di silenzio che la circondava.

Una rottura che, inevitabilmente, la espone ai giudizi e allo scandalo. Vittima di una mentalità diffusa e tossica, che cerca di giustificare i carnefici trovando colpe nelle vittime. E anche qui, lo sguardo della cinepresa non si distoglie e ci mostra tutto: il pianto di Khatera di fronte alle accuse di promiscuità, la sua determinazione nel reagire in ogni modo, il silenzioso cammino per ritrovare una normalità.

Non più una vittima

La storia di Khatera, per quanto terribile e commovente, è la storia di una donna che non si rassegna. E che trova la forza di opporsi a una società intera, quando questa la vorrebbe silenziosa e passiva.

Ma Thousand Girls Like Me, come dice il titolo, è anche un documentario su una situazione che migliaia di donne vivono, in Afghanistan come nel resto del mondo. Una situazione fatta di violenza, dubbio e, soprattutto, indifferenza.

Titolo: Thousand Girls Like Me
Regia: Sahra Mani
Genere: documentario
Durata: 76′
Anno: 2018


Se il tema della violenza e dell’aiuto alle vittime vi interessa, potete guardare anche Vergine Giurata, film incentrato sull’identità di una donna albanese, di cui potete leggere la nostra recensione Vergine Giurata: l’identità di genere tra Italia e Albania.

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