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Il Trattato per la Proibizione delle Armi Nucleari è entrato in vigore

Da una settimana, il mondo è un po’ più al sicuro: è entrato ufficialmente in vigore il Trattato Proibizione delle Armi Nucleari. Promosso dalle Nazioni Unite e ufficialmente entrato in vigore il 22 Gennaio, si tratta del primo passo verso un effettivo disarmo nucleare.

UN ACCORDO MONDIALE SULLE ARMI NUCLEARI

Il Trattato per la Proibizione delle Armi Nucleari segna una svolta estremamente positiva nella lotta contro tali armamenti. Per la prima volta, un numero consistente di paesi ha intrapreso un percorso lontano dalla mera retorica.

Il nuovo trattato è infatti un vincolo giuridico, e in quanto tale ha potere normativo. Tra gli impegni che esso prevede, oltre naturalmente al divieto di usare le armi nucleari, ci sono l’espressa proibizione di produrre o conservarle sul proprio territorio nazionale.

Oltre ciò, gli stati aderenti sono fortemente invitati a non aiutare altri paesi o organizzazioni nello sviluppo di programmi nucleari o armamenti di questo tipo.

CHI DENTRO, CHI FUORI

Al momento, il Trattato è stato ratificato da 51 degli 86 stati che lo hanno firmato nel 2017. Si tratta di circa un quarto dei paesi della comunità internazionale, una cifra davvero impressionante.

Tra i principali aderenti che hanno spinto per la ratifica del trattato, troviamo il Messico, il Sudafrica e la Nigeria. Tra i paesi del continente europeo, invece, hanno partecipato l’Irlanda, l’Austria e, naturalmente, la Santa Sede.

Infine, significativa la presenza di paesi potenzialmente a rischio a causa di conflitti con altri stati: Bangladesh, Cuba, Palestina e Venezuela, tra i tanti, hanno scelto di dare il loro sostegno a questo progetto.

Purtroppo, rimangono fuori dal trattato i nomi più importanti: Stati Uniti, Russia, Cina, Iran, tra i tanti. E purtroppo, rimane fuori anche l’Italia, che in una nota emessa dal Ministero degli Esteri ha dichiarato quanto segue:  pur nutrendo profondo rispetto per le motivazioni dei promotori del Trattato (…), riteniamo quindi che l’obiettivo di un mondo privo di armi nucleari possa essere realisticamente raggiunto solo attraverso un articolato percorso a tappe che tenga conto, oltre che delle considerazioni di carattere umanitario, anche delle esigenze di sicurezza nazionale (…).

LO SFORZO CONTINUA

La strada da percorrere è lunga, ma abbiamo mosso il primo passo. E ogni grande viaggio inizia sempre con un passo.

Non dobbiamo dimenticare che oltre allo sforzo delle singole nazioni, questo traguardo si è potuto raggiungere grazie anche alla continua pressione di organizzazioni di rilevanza internazionale. Tra queste, è doveroso citare l’ICAN e la Croce Rossa e Mezzaluna Rossa Internazionale.

Teniamo quindi a mente che la società civile ha un peso, una voce che è in grado di farsi sentire dalle istituzioni. Il disarmo nucleare completo è ancora lontano, ma con la partecipazione della cittadinanza mondiale può essere raggiunto.

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