Animali

L’estate delle tartarughe: a Siracusa record italiano di schiuse di “Caretta Caretta”.

Evento straordinario in Sicilia: decine di nascite tra Agosto e Settembre 2020 lungo tutta la costa del Sud Est dell’isola.

È l’estate delle tartarughe! Uno spettacolo straordinario e incredibili emozioni per chi ha avuto la fortuna di esserci. E che si è riproposto molte volte, tanto da rappresentare un primato.

Un piccolo record infatti quello registrato la scorsa estate in Sicilia. La provincia di Siracusa è stata quella che, in Italia, ha ospitato il più alto numero di nidificazioni di tartarughe marine “Caretta Caretta”. A inizio estate, da nord a sud, perfino in tratti di litorale tutt’altro che tutelati, decine di tartarughe sono approdate sulle spiagge dorate di questa zona del Sud Est siciliano, dove hanno deposto le  uova, spesso a pochi passi da chi trascorreva la serata in spiaggia.

E stato bellissimo vederle tornare dove molto probabilmente sono nate. Perché le tartarughe marine fanno così. Viaggiano, in lungo e in largo, ma poi tornano. Affrontano lunghissimi tragitti in mare per raggiungere le spiagge in cui chissà quanto tempo prima, hanno compiuto il loro primo viaggio verso il mare, verso la vita.

E così, negli scorsi giorni, tanti di quei nidi si sono schiusi e tante piccolissime tartarughine hanno regalato lo spettacolo della natura che sceglie, della vita che nasce.

Altro che lentezza, le loro corse hanno lasciato i bagnanti con gli occhi sgranati per lo stupore e per la bellezza della vita che nasce.

La mappa dei luoghi scelti dalle Caretta Caretta: nidi anche nella zona industriale.

Siracusa capoluogo, nascite lungo la spiaggetta di Ognina, poco distante dalla Riserva Marina Protetta del Plemmirio, ma anche all’Arenella, doratissima spiaggia molto amata dai residenti. Nidi perfino nella zona industriale, a Marina di Priolo. E poi a Vendicari, nella zona sud,  come a San Lorenzo, poco distante.

L'estate delle tartarughe

La natura si impone e stravolge le conoscenze dell’uomo: luoghi inospitali diventano “culle”.

La straordinarietà dell’evento risiede anche nella scelta dei luoghi. Come ci spiega infatti nel prossimo video la guida naturalistica Fabio Morreale, “la spiaggia di Ognina, composta da sabbia mista ad argilla e frammenti calcarei, in genere non è luogo migliore che una tartaruga marina possa scegliere per ovodeporre. Non a caso la spiaggia non è segnalata tra quelle che, a memoria d’uomo, sia stata scelta in passato dal chelonide per nidificare. La poca permeabilità e la compattezza della sabbia ha abbassato sensibilmente la percentuale delle nascite. Su una settantina di uova, solo venti hanno dato alla luce giovani esemplari, le altre sono state attaccate da batteri e funghi e non sono arrivate a buon fine”.

 Il monitoraggio dei nidi e l’assistenza per le schiuse sono stati affidati ai volontari. Wwf in prima linea, poi Natura Sicula, i sommozzatori di Ognina.

Tutti insieme per proteggere i nidi: addetti ai lavori, turisti, gestori di stabilimenti balneari, cittadini. 

L’aspetto più bello è sicuramente stato la grande partecipazione di tutti nel proteggere al massimo le uova per poter assicurare la loro schiusa senza particolari problemi. I gestori degli stabilimenti balneari, gli stessi bagnanti, nella maggior parte dei casi attentissimi a non disturbare il processo naturale. Le aree, transennate, molto spesso erano proprio accanto a sdraio e ombrelloni, eppure educatamente turisti e residenti, hanno tutelato con il loro comportamento educato la natura che faceva il suo corso.

L'estate delle tartarughe e i gli operatori del wwf.

Non tutte le uova, dunque, come già detto, sono diventate vita, purtroppo. Alcuni nidi sono stati violati, ma non è escluso che a farlo siano stati altri animali.

Peraltro esiste un antagonista delle tartarughine, si chiama granchio fantasma, lo si avvista di notte. Anche su questa specie sono in corso degli studi, attualmente in corso nella riserva di Vendicari. Un progetto internazionale.

Ma torniamo alle nascite, a questo straordinario evento. Raggiunto il mare, le giovani tartarughe hanno cominciato a nuotare per allontanarsi il più possibile dalla costa e raggiungere, dopo un’ instancabile corsa di 24-48 ore, la piattaforma continentale, dove le correnti concentrano una gran quantità di nutrienti.

Diamo un un arrivederci a queste meravigliose creature, che torneranno, dunque il prossimo anno per regalarci una nuova estate delle tartarughe e , con loro, altre straordinarie emozioni!

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