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Gabo: la magia di Gabriel Garcìa Marquez

Novanta minuti per raccontare una vita straordinaria, quella di Gabo, il vezzeggiativo con cui veniva chiamato Gabriel Garcìa Marquez. Un documentario che ne ricostruisce le vicissitudini personali, ma soprattutto l’impatto che ha avuto sul mondo letterario e su quello della cultura internazionale.

Attraverso interviste e materiale d’archivio, il documentarista Justin Webster ricostruisce quello che è stato il fenomeno editoriale più importante dell’America Latina del Novecento, vissuto tra rivoluzioni culturali e politiche, senza mai lasciarsi incasellare in categorie definite e portando nuova linfa all’arte romanzesca.

IL FIGLIO DI UNA COLOMBIA SEGRETA

L’entrata in scena di Marquez nel mondo dell’editoria e degli intellettuali avvenne tra perplessità e curiosità. La maggior parte degli scrittori e letterati del tempo veniva da Bogotà, una città la cui aria seria e austera. Una città diametralmente opposta alla colorata stravaganza caraibica della zona costiera, da cui Marquez proveniva.

Questo figlio di una zona rurale, festosa e semplice, irruppe nel mondo dell’università, del giornalismo e della scrittura. Si portò dietro il retaggio culturale di una terra in cui coesistevano cultura e superstizione. Fu una mezcla che diede vita a una tradizione che Marquez avrebbe custodito dentro di sé. Quella che avrebbe in seguito determinato il suo successo e la sua peculiarità autoriale.

Dapprima impiegato come giornalista, ottenne un grande successo grazie al suo talento letterario. Con il suo desiderio di staccarsi dalla scuola dei reporter dell’epoca, si dedicò a uno stile più narrativo. Qualcosa in grado di raccontare la realtà in un’ottica più coinvolgente, capace di far sentire gli avvenimenti ai lettori.

Fu un successo straordinario: gli articoli scritti dall’esotico caraibico erano divenuti popolarissimi. Ben presto i circoli culturali che lo guardavano con curiosità si strinsero attorno a lui. Così Marquez fu consacrato come una delle personalità più riconosciute nel panorama colombiano.

LE DUE RIVOLUZIONI DI GABO

Il passaggio di un uomo come Gabo non poté che coincidere con due grandi rivoluzioni. La prima fu quella cubana, guidata da Fidél Castro, che divenne un punto di riferimento per tutti gli intellettuali latinoamericani. Marquez fu ovviamente tra loro, ma anche in questo caso, il suo rapporto con essa fu singolare.

Dapprima fervente sostenitore, poi dissidente amareggiato, e infine, quieto sostenitore e amico personale e intimo di Castro, una voce fuori dal coro che tuttavia si rifiutava di unirsi alla chiosa di urla avversarie capeggiate dall’imperialismo americano.

La seconda rivoluzione, questa volta attuata da lui in persona. Fu quella che lo consacrò definitivamente come voce più importante del suo tempo, degno successore di scrittori come Faulkner e Hemingway. Si trattò della rivoluzione del realismo magico.

Riappropriandosi di quel retaggio culturale lasciatogli dalla nonna e dalla sua terra d’origine, quella terra idealizzata e presa tra fantasia e realtà, Marquez inventò un nuovo modo di scrivere, di narrare. Un romanzo capace di raccontare la realtà senza escluderne i risvolti nascosti, i legami segreti e incomprensibili. Appunto, la magia.

IL RACCONTO DI UNA PRESENZA POSTUMA

Webster, regista di questo documentario, intervista gli amici e i parenti di Marquez, restituendo il riflesso di quella che fu la sua vita e l’impatto che ebbe su di loro. Attraverso immagini di repertorio, dichiarazioni dello stesso Marquez e notiziari, viene ripercorsa un’epoca passata. Con il ritorno al presente, se ne analizzano le conseguenze, la loro importanza e il nuovo assetto che venne impresso al mondo.

Lo stesso titolo originale di questo documentario ce ne dà un assaggio: la creazione di Gabriel Garcìa Marquez. Da un lato, la storia e le vicissitudini che portarono alla creazione di uno dei fenomeni letterari di un secolo che oramai ci lasciamo alle spalle. E che tuttavia ci segue anche nel nuovo millennio.

Dall’altro lato, forse meno ovvio, proprio quella creazione che Marquez lasciò dopo di sé, un edificio letterario e umano che cammina e vive anche dopo di lui, portato avanti da chi ebbe la fortuna di conoscere questo eccellente scrittore. O anche solo da chi ha avuto il piacere di leggerne un libro e rimanere incantato da queste terre magiche, che sospese nei racconti di un paesino immaginario, ci parlano di una fetta di mondo che, per i magici e inspiegabili risvolti segreti del reale, riguardano anche noi.

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