Olimpiadi e colori: il linguaggio silenzioso delle bandiere
- Redazione UAM.TV

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Storie di guerre, ferite e speranze che sfilano insieme sotto lo stesso cielo

Il linguaggio segreto dei colori nelle bandiere
Durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, lo sguardo viene catturato da un gesto semplice e solenne: le bandiere che sfilano. Una dopo l’altra. Quasi tutto il mondo raccolto nello stesso spazio simbolico. È un momento che sembra parlare solo agli occhi, ma in realtà dialoga con la memoria profonda dei popoli.
I colori delle bandiere non sono decorativi. Nascono quasi sempre da guerre, rivoluzioni, religioni, dinastie, paure e speranze. E anche quando oggi appaiono neutri o istituzionali, in origine non lo erano affatto. Ogni colore è una traccia lasciata dal tempo.
Rosso
Il rosso è il colore più presente nelle bandiere del mondo. Racconta il sangue versato, le rivoluzioni, il sacrificio, ma anche la forza vitale e il coraggio. In Europa è spesso legato alle lotte popolari, in Asia alla prosperità e alla fortuna. Ovunque compaia, è un colore che non passa inosservato. Dice che qualcosa è stato conquistato a caro prezzo.
Bianco
Il bianco viene associato alla pace e alla purezza, ma la sua storia è complessa. È stato il colore della resa, delle tregue temporanee, dei confini fragili tra nemici. In molte culture rappresenta il sacro, il lutto, il passaggio. Accostato ad altri colori, parla spesso di un equilibrio instabile tra conflitto e riconciliazione.
Blu
Il blu richiama il cielo e il mare, ma anche l’idea di ordine, protezione, continuità. È stato il colore delle monarchie, delle divinità, dell’autorità spirituale e civile. Nelle bandiere moderne diventa promessa di stabilità e unità, un colore che invita alla fiducia e alla durata nel tempo.
Verde
Il verde è la terra, la rinascita, la speranza. In molti paesi è legato alla fede islamica, con un significato religioso profondo. In altri contesti rappresenta la natura come identità originaria, non come elemento decorativo. È un colore che parla di vita che ritorna, di possibilità future.
Nero
Il nero è raro, e proprio per questo potente. Racconta il dolore, il lutto, l’oppressione, ma anche la forza di resistere. Compare spesso in bandiere nate da processi di liberazione o da storie coloniali, come memoria visiva di ciò che non deve essere rimosso.
Colori che nascono dal conflitto
Le bandiere non sono nate come esercizi di design. I colori venivano scelti perché disponibili, riconoscibili, carichi di significato condiviso. Servivano a distinguere amici e nemici, a farsi vedere da lontano, a creare appartenenza. Solo in seguito sono diventati simboli ufficiali, fissati in regole e protocolli.
Quando le bandiere sfilano insieme
Vederle oggi affiancate, durante una cerimonia olimpica, crea l’illusione di un mondo pacificato. In realtà ogni bandiera porta con sé ferite ancora aperte, memorie non risolte, conflitti che in molti casi sono ancora in corso. Eppure, in quel momento, quei colori condividono lo stesso spazio senza annullarsi. Restano diversi. Restano riconoscibili.
Ed è qui che il gesto assume un significato più profondo. Quelle bandiere, nate spesso da guerre e genocidi, mostrano che la storia non è condannata a ripetersi nello stesso modo. Lo spirito olimpico, nella sua forma più autentica, non cancella i conflitti ma li sospende. Afferma che la competizione può sostituire la distruzione, che il confronto può avvenire senza annientamento, che l’identità non ha bisogno della violenza per esistere. L’auspicio è che questo spirito non resti confinato alle cerimonie o agli stadi, ma continui a vivere fuori, nel mondo reale. Che le guerre cessino, che i genocidi vengano fermati, e che quei colori tornino a rappresentare ciò che potrebbero davvero essere: popoli diversi che scelgono di camminare insieme, senza smettere di essere se stessi.
Citazione d’autore
“Una bandiera è un pezzo di stoffa che ha imparato a parlare.”
Umberto Eco
Consiglio consapevole
La prossima volta che osservi una bandiera, prova a chiederti non solo da dove viene, ma quale ferita o quale speranza ha dato origine a quei colori. Guardarla così trasforma un simbolo in un racconto e forse anche il nostro modo di abitare il mondo.






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