L’educazione del cuore: la lezione dimenticata di Sesame Street
- uam.tv

- 10 nov 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Quando imparare significava anche sorridere

Il 10 novembre 1969, negli Stati Uniti, andava in onda per la prima volta un programma televisivo destinato a cambiare per sempre l’idea stessa di educazione. Si chiamava Sesame Street, “la strada del sesamo”, e attraverso pupazzi colorati e canzoni divertenti insegnava ai bambini non solo a leggere e contare, ma a sentire.
Dietro quell’apparente semplicità, c’era un’idea rivoluzionaria: la televisione poteva diventare uno strumento di crescita e non di alienazione. Poteva unire, anziché separare. Poteva insegnare ai più piccoli il valore della gentilezza, della diversità, dell’ascolto.
In Italia arrivò solo alla fine degli anni Settanta, con il titolo Sesamo apriti, ma rimase un’esperienza fugace. Forse non eravamo pronti. Forse era troppo avanti anche per noi.
Un’educazione che parlava la lingua del cuore
Nel mondo di Sesame Street vivevano personaggi come Big Bird, Elmo, Bert e Ernie; figure buffe ma capaci di affrontare con leggerezza temi profondi: l’amicizia, la paura, la perdita, la fiducia.
Ogni episodio era un piccolo viaggio nella consapevolezza emotiva, insegnando ai bambini che le emozioni non sono un errore, ma un linguaggio.
Era una televisione che riconosceva la dignità dei più piccoli. Che mostrava la diversità come ricchezza, non come minaccia. In un’America ancora segnata dalle tensioni razziali, Sesame Street fu anche il primo programma a mostrare insieme, senza retorica, bambini bianchi e neri, famiglie di culture diverse, e persino personaggi con disabilità.
Un seme piantato nel terreno della coscienza collettiva: imparare non è solo accumulare nozioni, ma scoprire chi siamo.
Crescere è un atto di fiducia
La lezione di Sesame Street è ancora attuale - forse più che mai.
In un tempo in cui i social insegnano a giudicare prima ancora di comprendere, in cui la competizione prevale sulla cooperazione e la paura è usata per educare al conformismo, quella “strada del sesamo” ci ricorda che l’apprendimento autentico nasce dal gioco, dall’empatia e dalla curiosità.
Ogni bambino, dicevano i creatori del programma, ha bisogno di vedersi riflesso in qualcosa. Non per sentirsi speciale, ma per capire di appartenere.
Oggi, in un mondo sempre più frammentato, non sarebbe forse il momento di costruire di nuovo spazi in cui educare non significhi plasmare, ma ascoltare?
Conclusione
Forse dovremmo tornare su quella vecchia strada di pupazzi e canzoni e ricordarci che ogni insegnamento autentico è, prima di tutto, un atto d’amore. Perché solo un cuore educato alla gentilezza può costruire un futuro in cui la conoscenza non divide, ma unisce.
Citazione d’autore
“I bambini non hanno bisogno di essere riempiti, ma di essere accesi.”
Plutarco
Consiglio consapevole
Ogni giorno è un’occasione per insegnare qualcosa con il cuore.
Sii l’adulto che ascolta invece di correggere, che incoraggia invece di giudicare, che mostra curiosità invece di avere sempre risposte.
L’educazione più autentica non nasce dai libri, ma dal modo in cui guardiamo e accogliamo chi ci sta davanti.






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