Jiddu Krishnamurti Il coraggio di guardare dentro
- Redazione UAM.TV

- 5 giorni fa
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Osservare la mente per trasformare la propria vita

A quarant’anni dalla sua morte, il pensiero che continua a smontare le nostre certezze
Il 17 febbraio 1986 si spegneva in California Jiddu Krishnamurti, una delle figure più radicali e inclassificabili del pensiero contemporaneo. Non volle mai essere considerato un maestro, né fondare una religione, né guidare un movimento. Per tutta la vita fece esattamente l’opposto: invitò a non seguire nessuno, nemmeno lui.
La sua voce attraversò il Novecento parlando di libertà interiore, condizionamento, paura, amore, morte, educazione. E oggi resta sorprendentemente attuale.
La verità è una terra senza sentieri
Nel 1929 sciolse l’Ordine che lo aveva proclamato guida spirituale e pronunciò parole destinate a restare nella storia: la verità non può essere organizzata. Nessuna struttura può condurre l’essere umano alla comprensione. Ogni scoperta autentica nasce da un atto individuale di consapevolezza.
In un’epoca segnata da appartenenze ideologiche rigide e nuove forme di autorità invisibili, questa posizione conserva una forza disarmante.
Osservare senza giudicare
Il cuore del suo insegnamento è l’osservazione. Non l’analisi teorica, non la disciplina spirituale, ma la capacità di vedere ciò che accade dentro di noi senza condanna e senza fuga.
Paura, gelosia, ambizione, bisogno di sicurezza. Tutto può essere compreso solo attraverso un’attenzione diretta e totale. Per Krishnamurti la trasformazione non è il risultato di uno sforzo, ma la conseguenza naturale di una visione chiara.
Educare alla libertà
Krishnamurti fondò scuole in India, Inghilterra e Stati Uniti con l’intento di creare spazi educativi liberi dalla competizione e dal confronto distruttivo. L’educazione, secondo lui, deve aiutare l’essere umano a comprendere sé stesso, non solo a diventare efficiente.
In un sistema che misura il valore in termini di performance, questa visione appare ancora profondamente rivoluzionaria.
Il documentario su UAM.TV
Nel catalogo di UAM.TV è disponibile il documentario Krishnamurti - Si può cambiare la nostra vita?, un’opera che raccoglie immagini d’archivio e momenti significativi dei suoi dialoghi pubblici. Il film permette di entrare in contatto diretto con la sua presenza, con il ritmo del suo parlare, con le pause cariche di silenzio che accompagnavano ogni domanda.
Non è un documentario celebrativo. È un invito ad ascoltare senza filtri. Le sue parole non offrono soluzioni pronte, ma aprono uno spazio di riflessione che resta attuale. Guardarlo oggi significa confrontarsi con una questione essenziale: il cambiamento è possibile se non comprendiamo prima il funzionamento della nostra mente?
Una domanda che resta aperta
Nel giorno dell’anniversario della sua morte, non si tratta di commemorare una figura storica, ma di accogliere una provocazione ancora viva. Possiamo vivere senza dipendere psicologicamente da un’autorità esterna? Possiamo osservare noi stessi senza paura di ciò che vediamo?
Krishnamurti non offriva consolazione. Offriva responsabilità. E forse proprio per questo la sua voce continua a risuonare.
Citazione d’autore
«Non è segno di buona salute essere ben adattati a una società profondamente malata.»
Jiddu Krishnamurti
Consiglio consapevole
Scegli un momento della giornata in cui fermarti qualche minuto in silenzio. Non per meditare in modo formale, ma per osservare il flusso dei pensieri. Senza intervenire. Solo guardare. La comprensione nasce da lì.







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