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Fine 2025. Tirare le somme senza chiudere il cuore

  • Immagine del redattore: Redazione UAM.TV
    Redazione UAM.TV
  • 13 minuti fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Un anno difficile, visto da chi ha scelto di guardare anche ciò che cura

Fine 2025. Tirare le somme senza chiudere il cuore

Il 2025 è stato raccontato quasi sempre attraverso ciò che ha fatto rumore. Crisi, conflitti, paure amplificate fino a sembrare l’unico orizzonte possibile. Eppure, sotto quella superficie agitata, è successo molto altro. Qualcosa di più silenzioso, ma non meno reale. Qualcosa che merita di essere visto, custodito, ricordato.


Nel corso di quest’anno, mentre il mondo sembrava spesso correre verso la divisione, milioni di persone hanno fatto il gesto opposto. Hanno scelto di rallentare, di ascoltare, di prendersi cura. Comunità locali hanno ricostruito legami dove sembravano persi. In molte parti del pianeta si sono moltiplicate iniziative di solidarietà dal basso, non per eroismo, ma per semplice umanità. Piccoli atti, ripetuti ogni giorno, che raramente finiscono nei titoli, ma che tengono in piedi il tessuto del mondo.


La scienza e la conoscenza hanno continuato ad avanzare nonostante tutto, spesso lontano dai riflettori. Collaborazioni internazionali, scoperte condivise, percorsi di ricerca orientati non solo al profitto ma al benessere collettivo. Anche l’educazione, in forme nuove e talvolta fragili, ha trovato modi per resistere e reinventarsi, restituendo centralità al pensiero critico, alla creatività, alla relazione umana.


La cultura ha fatto la sua parte. Film, libri, musica, arte hanno continuato a porre domande scomode, a raccontare storie necessarie, a ricordarci che l’essere umano non è riducibile ai suoi peggiori istinti. In un anno difficile, la bellezza non ha smesso di esistere. Ha solo cambiato tono. Più discreta. Più profonda. Più vera.


Anche il pianeta, ferito ma vivo, ha mostrato segnali di resilienza quando gli è stato permesso di respirare. Progetti di tutela ambientale, pratiche rigenerative, scelte individuali e collettive più consapevoli hanno dimostrato che il cambiamento non è un’utopia astratta, ma una possibilità concreta quando si smette di delegare e si inizia ad agire.


Il 2025 non è stato un anno facile. Non lo vogliamo edulcorare. Ma non è stato nemmeno l’anno buio che spesso ci è stato raccontato. È stato un anno di resistenza silenziosa, di semi piantati sotto la tempesta, di coscienze che si sono mosse mentre lo sguardo collettivo era distratto altrove.


Dentro questo tempo complesso, anche noi, nel nostro piccolo, abbiamo cercato di fare la nostra parte. Abbiamo provato a raccontare persone, luoghi, tradizioni, azioni. A dare spazio a storie che rischiavano di restare invisibili. A mettere in luce percorsi interiori, esperienze collettive, tentativi sinceri di abitare il mondo con maggiore consapevolezza. Soprattutto, abbiamo cercato di aiutare a individuare strade nuove verso la comprensione e l’equilibrio, senza offrire risposte preconfezionate, ma coltivando domande, visioni, possibilità.


Ci siamo riusciti? Crediamo e speriamo di sì. Ma la verità è che non spetta a noi dirlo. Solo voi potete giudicare se questo cammino ha avuto senso, se vi ha accompagnati, se vi ha lasciato qualcosa. E, se necessario, solo voi potete indicarci dove e come migliorare. Perché UAM.TV non è un luogo che parla dall’alto, ma uno spazio che vive nella relazione, nello scambio, nell’ascolto reciproco.

È con questo spirito che salutiamo l’anno che si chiude. Raccontare anche ciò che resiste, ciò che cura, ciò che unisce non è un esercizio di ottimismo ingenuo, ma un atto necessario. Non per negare il dolore, ma per non permettergli di essere l’unica narrazione possibile.


Grazie a tutte le amiche e a tutti gli amici di UAM.TV per aver camminato con noi anche nel 2025. Per il sostegno, le domande, il pensiero critico, la presenza. Che il nuovo anno porti meno rumore e più verità, meno paura e più ascolto, meno separazione e più umanità.


Buon anno a tutti.

Continuiamo.

Insieme.


Citazione d’autore

“Non è la speranza che cambia il mondo, ma le persone che continuano ad agire anche quando la speranza sembra assente.”

Václav Havel

Consiglio consapevole

All’inizio del nuovo anno, prova a sottrarre invece che aggiungere. Meno rumore, meno reazioni automatiche, meno certezze rigide. Lascia spazio a una domanda autentica, a un gesto di cura, a un ascolto vero. È spesso da lì, da ciò che sembra piccolo e imperfetto, che nascono gli equilibri più duraturi.


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