Astrid Lindgren e il coraggio di crescere liberi
- Redazione UAM.TV

- 7 ore fa
- Tempo di lettura: 4 min
Perché i personaggi dell’infanzia contano più di quanto pensiamo

Una memoria che resta
Il 28 gennaio ricorre l’anniversario della morte di Astrid Lindgren, scrittrice svedese, creatrice di Pippi Calzelunghe. Non è una data qualsiasi. È una soglia simbolica che invita a tornare a chiederci cosa significhi davvero accompagnare bambini e adolescenti nel loro diventare grandi. Lindgren non ci ha lasciato solo storie amate. Ci ha lasciato una responsabilità. Quella di scegliere con cura l’immaginario che offriamo a chi cresce.
Un incontro che non si dimentica
Molti di noi hanno incontrato Pippi Calzelunghe prima ancora di sapere cosa fosse la letteratura. E spesso quell’incontro non è avvenuto tra le pagine di un libro, ma davanti a uno schermo. La Pippi Calzelunghe è stata una presenza familiare nelle case, soprattutto in Italia, dove le repliche televisive l’hanno resa un riferimento generazionale potentissimo, talvolta ancora più incisivo del romanzo originale.
Quelle immagini hanno inciso in profondità nella memoria collettiva. La casa colorata, il cavallo sul portico, le trecce rigide come antenne e quella risata sfrontata, luminosa, contagiosa. A dare corpo e voce a Pippi era Inger Nilsson, una ragazzina capace di incarnare con naturalezza qualcosa di rarissimo: una libertà gioiosa, mai aggressiva, mai arrogante. Non interpretava semplicemente un personaggio. Era Pippi. Ed è forse per questo che quella figura è rimasta così viva dentro di noi.
La forza di quella serie non stava negli effetti o nelle trame spettacolari, ma in un’energia nuova e disarmante. Una bambina che non chiedeva il permesso per essere se stessa, ma che allo stesso tempo non feriva, non schiacciava, non umiliava. Inger Nilsson ha portato sullo schermo l’intuizione profonda di Lindgren, rendendola concreta, quotidiana, accessibile. Forse è anche per questo che oggi, pensando a Pippi, ricordiamo più una sensazione che una storia: l’idea che fosse possibile crescere senza perdere leggerezza.
Pippi Calzelunghe non è disobbedienza ma responsabilità
Pippi Calzelunghe non è una bambina che rifiuta le regole per capriccio. È una bambina che le mette in discussione quando non hanno senso. Pippi non è violenta, non è cinica, non umilia i più deboli. Difende chi subisce, smaschera l’autorità vuota, ride del potere quando è ridicolo. La sua forza non serve a dominare ma a proteggere. La sua libertà non è isolamento ma apertura. In questo sta il valore educativo profondo del personaggio.
I miti che ci crescono dentro
Durante l’infanzia e l’adolescenza cresciamo anche attraverso i personaggi che incontriamo. I miti letterari e multimediali diventano modelli interiori silenziosi. Ci insegnano cosa significa essere forti, fragili, giusti, responsabili. Pippi Calzelunghe insegna che si può essere diversi senza essere soli, autonomi senza essere egoisti, coraggiosi senza essere aggressivi. Sono insegnamenti che sedimentano lentamente e riaffiorano molto più tardi, nei momenti in cui siamo chiamati a scegliere chi vogliamo essere.
Il confronto con gli esempi di oggi
Oggi molti riferimenti dominanti nell’immaginario dei più giovani raccontano un’altra storia. Videogame fondati sulla violenza ripetitiva e sulla cancellazione dell’altro come obiettivo. Musica che normalizza linguaggi degradanti, rabbia permanente, sopraffazione come forma di identità. Non si tratta di demonizzare il presente o di idealizzare il passato, ma di riconoscere una differenza sostanziale. Quei modelli educano spesso alla scorciatoia emotiva, non alla complessità. Pippi Calzelunghe non aveva bisogno di distruggere nessuno per affermarsi. Era potente perché era integra.
Educare non è proteggere dal mondo ma dare strumenti
Astrid Lindgren non ha mai scritto per rendere i bambini obbedienti. Ha scritto per renderli consapevoli. Ha mostrato che crescere significa sviluppare un senso etico personale, non assorbire passivamente modelli esterni. In un tempo di esposizione continua e non mediata ai contenuti, il compito degli adulti non è censurare ma scegliere, proporre, accompagnare. Offrire storie che mostrino alternative alla violenza e alla sopraffazione. Racconti che insegnino la libertà senza cinismo e la forza senza brutalità.
Intervista immaginaria ad Astrid Lindgren
Abbiamo immaginato di poterle rivolgere oggi alcune domande. Non per nostalgia, ma per orientamento.
Se dovesse scrivere oggi per bambini e adolescenti, da dove partirebbe
Partirei dal loro sguardo. I bambini vedono più chiaramente degli adulti. Gli adolescenti sentono più profondamente. Scriverei storie che non li tradiscono, che non li prendono in giro, che non fingono che il mondo sia semplice quando non lo è.
Cosa pensa dei modelli violenti e cinici così diffusi oggi
La violenza non rende forti. Rende vuoti. I ragazzi non hanno bisogno di essere induriti, ma sostenuti. Hanno bisogno di esempi che mostrino come stare in piedi senza calpestare gli altri.
Qual è il consiglio più importante per chi racconta storie oggi
Non abbiate paura della libertà. Ma ricordate che la libertà senza responsabilità diventa solitudine. Scrivete personaggi che sbagliano, che cadono, che si rialzano senza perdere la propria umanità. Questo è ciò che resta.
E per gli adulti che accompagnano la crescita
Ascoltate più di quanto spiegate. E scegliete con cura le storie che mettete nelle mani dei ragazzi. Perché quelle storie diventeranno, in parte, la loro voce interiore.
Un’eredità che ci riguarda
Astrid Lindgren è morta il 28 gennaio 2002, ma la sua opera continua a parlare al presente. Pippi Calzelunghe resta un archetipo educativo perché non impone una morale, la incarna. Ci ricorda che un’infanzia nutrita di immaginazione sana, ribellione gentile e coraggio etico è una base solida per una società più umana. Oggi più che mai abbiamo bisogno di tornare a quelle storie non per nostalgia, ma per visione.
P.S.
Chi si ricorda qual era il nome completo di Pippi? Eccolo: "Pippilotta Virtualia Rolgardinia Succiamenta Efrasilla figlia del Capitano Efraim Calzelunghe, precedentemente terrore dei mari, adesso re negro"
Citazione d’autore
“Se dai ai bambini amore, rispetto e buoni esempi, sapranno trovare da soli la loro strada.”
Astrid Lindgren
Consiglio consapevole
Nel ricordare Astrid Lindgren il 28 gennaio, proviamo a chiederci quali storie stiamo offrendo oggi ai più giovani. L’immaginario non è neutro. È una forma silenziosa e potentissima di educazione. Scegliamolo con cura.




Commenti