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Hervé Tullet - L’artista che ha rimesso il gioco al centro

  • Immagine del redattore: Redazione UAM.TV
    Redazione UAM.TV
  • 2 ore fa
  • Tempo di lettura: 3 min

L’arte che libera il gioco e restituisce ai bambini il potere di creare

Hervé Tullet - L’artista che ha rimesso il gioco al centro

Quando si parla di creatività infantile, spesso si pensa a qualcosa di spontaneo, quasi ingenuo. Eppure c’è chi ha saputo trasformare quella spontaneità in un linguaggio artistico potente, capace di parlare anche agli adulti. Hervé Tullet, artista e autore francese, ha rivoluzionato il modo di intendere il libro per bambini, spostando il focus dall’oggetto al processo, dall’opera finita all’esperienza.

Con oltre ottanta libri pubblicati e tradotti in tutto il mondo, Tullet non propone semplicemente storie illustrate. Propone azioni. Inviti. Gesti da compiere. Il lettore non è più spettatore ma parte attiva, chiamato a toccare, soffiare, inclinare, trasformare la pagina.

Il suo celebre Un libro è diventato un piccolo manifesto di questa visione: punti colorati che si muovono, cambiano, si moltiplicano grazie alla partecipazione del bambino. Un’esperienza analogica che, nell’era degli schermi, restituisce al corpo il suo ruolo centrale.


La pedagogia della libertà creativa


Tullet non si limita a pubblicare libri. Conduce laboratori in tutto il mondo, trasformando scuole, musei e spazi pubblici in atelier collettivi. Le sue performance artistiche sono esplosioni di colore e movimento, dove centinaia di bambini dipingono insieme, senza giudizio, senza modelli da imitare.

La sua idea è semplice e radicale: l’arte non è il risultato, è il gesto. Non è competizione, è espressione. Non è perfezione, è relazione.

In un sistema educativo che spesso premia la correttezza più che l’immaginazione, Tullet invita a recuperare l’errore come possibilità. Il segno che sborda diventa opportunità. La macchia diventa racconto. Il caos diventa armonia.


Un antidoto all’iperstimolazione digitale


Nel tempo in cui l’infanzia è costantemente esposta a stimoli rapidi, immagini luminose e contenuti preconfezionati, l’opera di Tullet propone un ritmo diverso. Un tempo lento. Manuale. Presente.

Il bambino non consuma il libro, lo attiva. Non riceve passivamente, costruisce. E in questo gesto semplice si nasconde un messaggio potente anche per noi adulti. La creatività non è un talento riservato a pochi. È una disposizione naturale che può essere coltivata o soffocata.

Tullet ci ricorda che il gioco non è un passatempo. È un linguaggio primario. È uno spazio di esplorazione identitaria. È il luogo dove si impara a stare nel mondo con fiducia.


L’arte come atto collettivo


Uno degli aspetti più sorprendenti del suo lavoro è la dimensione comunitaria. Nei suoi atelier non esistono capolavori individuali. Esistono opere condivise. Murales costruiti insieme. Tele che diventano paesaggi collettivi.

È un modo concreto di educare alla collaborazione, all’ascolto, alla co creazione. Valori che oggi appaiono più urgenti che mai.

In questo senso, il lavoro di Hervé Tullet dialoga profondamente con la visione che coltiviamo su UAM.TV: un’idea di cultura come spazio trasformativo, dove l’esperienza diventa consapevolezza e la creatività diventa pratica quotidiana.


Tornare bambini per tornare umani


L’opera di Tullet non è solo per l’infanzia. È un invito agli adulti a riconnettersi con quella parte di sé che crea senza paura, che sperimenta senza giudizio, che gioca senza secondi fini.

In un mondo che misura tutto in termini di produttività e performance, riscoprire il gesto gratuito del colore su una pagina può diventare un atto quasi rivoluzionario.

Forse è proprio questo il suo insegnamento più profondo: l’arte non serve a decorare la vita. Serve a viverla con più presenza, più libertà, più fiducia.

E in fondo, come spesso accade nelle cose più semplici, basta un punto colorato per far partire tutto.


Citazione d’autore

“Un libro è un gioco. E il gioco è una cosa molto seria.”

Hervé Tullet

Consiglio consapevole

Prova a sederti per dieci minuti con un foglio bianco e dei colori, senza obiettivi e senza giudizio. Non cercare di fare qualcosa di bello. Fai qualcosa di vero. Lascia che il gesto venga prima del risultato. È così che si riapre uno spazio creativo, dentro e fuori di noi.

 


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