Le buone notizie da Gaia

Il “ponte dei peluche” per uno spiraglio di luce

In questo momento così oscuro e triste per la storia dell’umanità è davvero difficile trovare delle buone notizie da raccontare, ma noi vogliamo ugualmente provarci; e allora vi mostriamo questo ponte di speranza, un traguardo purtroppo forzato che rappresenta di fatto il passaggio tra la morte e la vita, tra la distruzione e la salvezza.

Si tratta dello storico ponte che attraversa il fiume Tibisco, distrutto dai bombardamenti del 1944 e ricostruito durante i primi anni 2000, diventato il collegamento principale tra l’Ucraina e la Romania, e punto di passaggio per tutte le persone che scappano da un territorio ormai martoriato.

Questo lungo ponte è divenuto luogo di raccolta di centinaia di giocattoli, bambole e animali di peluche, che sono stati disposti lungo i suoi fianchi dalla Polizia di frontiera, ideatrice dell’iniziativa, per accogliere e alleviare le sofferenze di centinania di migliaia di bimbi. In fondo come dice la dottoressa Erica Poli nel film “Il sentiero della gioia” del nostro Thomas Torelli “i bambini sanno giocare anche sotto le bombe”.

La fuga dalla violenza dell’uomo

Queste piccole anime sono dovute scappare all’improvviso delle loro case, dai loro affetti e dal loro mondo magico, che dovrebbe essere solo di gioco e di scoperta. Quello che invece hanno scoperto troppo, troppo presto, sono gli orrori di cui è capace l’essere umano. Loro esattamente come i bimbi, siriani, afghani, nigeriani e tutti i bambini del mondo vittime della violenza e della morte causate dalla guerra.

L’idea di improvvisare questo punto d’accoglienza per i coraggiosi bambini che fuggono dall’Ucraina è stata della polizia di frontiera romena che, con l’aiuto di volontari e cittadini, ha cercato in qualche modo di alleggerire il dramma che i più piccoli stanno vivendo. A diffondere le commoventi fotografie dell’arrivo sul ponte di peluche sono state proprio le guardie di frontiera di Sighetu sulla loro pagina Facebook.

L’immagine del ponte dovrebbe essere simbolo di unione tra le culture all’insegna della pace e della fratellanza. In questo caso invece ci ricorda che ad una sua sponda c’è un paese dove un popolo è stato brutalmente invaso e che la pace e la fratellanza sono state calpestatie dall’insensata violenza dell’aggressore. Dall’altra sponda per fortuna c’è una terra una terra sicura, accogliente e solidale, che rappresenta la salvezza per milioni di bambini innocenti.

Noi di UAM.TV crediamo fermamente che l’amore e la speranza siano più potenti dell’odio, del dolore e della guerra vogliamo vedere “il ponte dei peluche” come un piccolissimo tratto di quell’ideale “sentiero della gioia” che speriamo tutti possa portare presto alla pace.

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