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Fantasticherie di un passeggiatore solitario: tre storie sull’onda di un libro incompiuto

Un viaggio onirico tra personaggi curiosi e strampalati senza tempo, sull’onda di un libro magico e intrigante. Fantasticherie di un passeggiatore solitario è l’opera prima di Paolo Gaudio, un film che mescola riprese dal vivo e animazione in un esercizio di stile e di narrativa sorprendente.

La trama di questo film si dipana su tre piani temporali, tre storie unite da un romanzo ricco di magia che mette in relazione tre vite separate nello spazio e nel tempo. Protagonista centrale del film è Theo, un giovane studente di filosofia con la passione per i romanzi incompiuti.

Quando tra le mani gli capita il romanzo di un vecchio scrittore francese, la sua vita viene stravolta. Qui viene introdotto il secondo protagonista del film: Jean Jacques Renou, romanziere ottocentesco impegnato nella stesura del suo interminabile libro.

L’ossessione di Theo per la storia scritta da Jean Jacques lo convince a tentare di concludere il romanzo incompiuto dello scrittore. Ed ecco che viene introdotto il terzo protagonista del film: un bambino sperduto in un bosco, protagonista sospeso del libro che Theo cercherà di concludere.

Gli interminabili viaggi di chi passeggia tra le storie

Fantasticherie di un passeggiatore solitario è un film che si perde e si compiace nel circo di personaggi bizzarri che intreccia intorno ai suoi protagonisti. Dagli strani passeggiatori che si avvicendano lungo le interminabili passeggiate di Theo alle misteriose creature che infestano la casa di Jean Jacques.

I protagonisti si muovono alla ricerca di un senso e un compimento alla loro vicenda esistenziale. Nella loro solitaria passeggiata, inquietudini e sogni si manifestano in personaggi al limite tra il reale e l’immaginario. Ogni incontro rimarca la solitudine, la ricerca e il desiderio di risposte che accomuna Theo, Jean Jacques e il bambino.

In questo circo di personaggi, il regista Paolo Gaudio intreccia diverse tecniche per ottenere un registro visivo che renda la dimensione onirica che i tre protagonisti si trovano a vivere.

Un film onirico a venature horror

La regia ecclettica, a tratti bizzarra, di Fantasticherie di un passeggiatore solitario crea un effetto di straniamento che ricorda quello dei sogni lucidi. Le tecniche della stop-motion che caratterizzano la linea temporale del romanzo al centro del film e gli effetti speciali danno corpo alle creature che ossessionano Jean Jacques.

Tutto questo sforzo stilistico punta non solo a dare un’identità ben visibile al film, ma restituisce un desiderio di esplorazione visiva e sperimentazione nella quale si sente in maniera evidente l’eredità dei film fantastici degli anni ’80 e ’90.

Un film che nella sua esplorazione delle storie inconcluse, manda un messaggio d’amore alle stesse storie che lo hanno ispirato. Una narrativa che è come una scatola cinese nella quale i tre protagonisti del film si ritrovano incastrati insieme allo stesso regista e alle storie che lo hanno preceduto.

Se i film di animazione incentrati sui sogni, la ricerca e i ricordi vi piacciono, non perdetevi L’Arte della Felicità. Potete leggere la nostra recensione L’Arte della Felicità: il buddhismo animato.

Titolo originale: Fantasticherie di un passeggiatore solitario
Regia: Paolo Gaudio
Genere: fantastico
Anno: 2014
Durata: 86′
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