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In Olanda molte prigioni chiudono per mancanza di detenuti

Scuole, ristoranti, hotel, villaggi turistici… questi sono alcuni degli usi che l’Olanda potrebbe fare delle sue vecchie prigioni. Questo perché la popolazione carceraria olandese è diminuita costantemente nelle ultime decadi e quindi molte prigioni rimangono semi-vuote.

Trovare un nuovo impiego per le prigioni che rimangono chiuse è una delle attuali sfide per il governo olandese, che ha già fatto diversi esperimenti. Come la soluzione adottata per la British School of Amsterdam, che ha recentemente spostato i suoi oltre mille studenti in una delle vecchie prigioni storiche della città.

La struttura è stata mantenuta quasi intatta, utilizzando i diversi bracci del carcere per dividere le sezioni della scuola. E a quanto pare, nonostante la storia lugubre del sito, l’atmosfera della scuola si è subito rivelata allegra.

Il circolo virtuoso che ha permesso questo risultato

Questo calo di popolazione carceraria non è una tendenza recente. A partire dalla Seconda Guerra Mondiale, l’Olanda ha mantenuto una politica decisamente più morbida sul crimine rispetto ai suoi vicini. Elargendo pene più leggere, rispettando i diritti dei detenuti e cercando di evitare pene estreme come l’ergastolo.

Inoltre, la decriminalizzazione dell’uso di sostanze leggere e delle sex workers ha permesso allo stato di dedicare le sue energie a problematiche più gravi, senza spalmare le sue forze in maniera inefficiente. Un risparmio di risorse che ha permesso anche di istituire programmi di reinserimento sociale migliori, più efficienti e diffusi.

Questa politica, aggiunta a un relativo benessere economico per la popolazione olandese, ha portato risultati straordinari. E nonostante l’approccio leggero olandese possa sembrare controproducente, i numeri parlano chiaro: la criminalità è costantemente diminuita nel corso dei decenni.

Che ne sarà delle prigioni abbandonate?

Alla luce di questi fatti, la conversione delle prigioni in risorse alternative per la comunità è un argomento molto interessante. E non mancano certo gli esperimenti portati avanti con queste strutture.

Oltre al già citato caso della British School of Amsterdam, ci sono casi come la prigione-museo in provincia di Drenthe. Sul sito di una vecchia colonia penale, sorge un museo il cui obiettivo è, oltre a raccontare la storia del luogo, aprire anche un dibattito sul ruolo del carcere nella società.

Ma esistono anche esperimenti anche più arditi: come nella città di Utrecht, dove la vecchia prigione è stata trasformata in una spiaggia urbana; o anche un’altra prigione di Amsterdam, che per un certo periodo ha ospitato un hammam gestito da alcuni rifugiati siriani coinvolti in un progetto di inserimento lavorativo.

Insomma, l’Olanda potrebbe essere una fonte di ispirazione su come superare, almeno parzialmente, le misure carcerarie in favore di metodi più umani e, a quanto pare, anche più efficaci.

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