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Cortometraggio animato nell’idioma originale Purepécha – “La Vergine della Salute e il pesce bianco di Michoacán”.

P’urhépecha detti anche Taraschi sono un popolo di Nativi Americani abitante nella regione nord occidentale dello stato messicano di Michoacán, principalmente nell’area della città di Uruapan e Patzcuaro. Il loro nome deriva da p’urhé o p’uré che significa “persona”.

In lingua Nahuatl erano chiamati michoacas o michoacanos, in quanto abitanti di Michoacán, che significa “luogo di pescatori”.

Il termine Tarasco fu derivato dagli spagnoli dalla frase pronunciata dai Purepécha“tatzikia tarhashkuecha” che significa “arrivederci cognati”.

Abitavano nel sud-ovest del Messico occupando una vasta area geografica dell’attuale stato di Michoacán e parti di quelle di Jalisco, Guanajuato, Guerrero, Colima e dello Stato del Messico. Un territorio dall’orografia aspra dove sono presenti diversi laghi e numerosi vulcani.

Attualmente sono concentrati in 22 comuni del Michoacán. L’area è stata tradizionalmente suddivisa in 4 regioni: Japandarhu, una regione lacustre, Eraxamanirhu, la valle degli undici popoli, Tsakápundurhu, la Palude di Zacap e Juátarhu, la regione dell’altopiano.

La lingua Purépecha è considerata una lingua isolata, estranea ad altre lingue mesoamericane. Esistono varianti dialettali a seconda della loro localizzazione, lacustre, a valle, in montagna e nella palude, che mantengono un alto grado di comprensibilità.

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Purepécha – “La Vergine della Salute e il pesce bianco di Michoacán”.

Basato su un racconto della tradizione popolare Purépecha.

Sinossi: I Purepecha raccontano che la Vergine della Salute ha compiuto così tanti miracoli da indurli a condividerli con gli altri popoli. Durante il ritorno dalle processioni migliaia di pesci saltarono sulla canoa che trasportava la Vergine mostrando qualcosa di incredibile.

Versión P´urhepecha (Purépecha)

Título: Nana wári Salud ka kurhucha urhapiti Michoacani anapu


Yontkia, Tat’a Vasco de Quiroga tsimani intsïmperateechanik’sïni intsïasti, jinte k’umanchekwa énka tsinap’erhanka énka wénapka únhani i xu Michoacani, ka jimani jinkoni Nana Wárini Salud, énka Patzcuarhu jaka.
Wénanku jamani, Nana Wári wanekua kontperatechani útspesanti isï jimpoksi wékaspti eska yámintu k’wiripuni marhoatspepinha.
Enka wanopestanhani petanhanha, wananchecha inchamikuarhu anapuechaksï pámpitaspti yóni jameri, enkaksï jima níntanha imeecheri kumanchikuarhu kurhakuparini nana wárini eska uch’akuarhaka ka eska no meni mirhikwarheaka, menkuksï tsankuamini wáni kurhukeecha jiruch’akuparini icharuteechani ka nana wáriniksï jini unharitini jurhietiri t’inskwa jimpo.
Jimpoksï yasï, enkari t‘u erhanarikwaka kurhucha urhapitichani, oakari nana wárini ma erhanharikwani.
No nani jarhasti i parakpini jinteni jasï ma kurhucha ka jucharisti parichi patsani ka kuach’akwani.
Isï eyankpisïnha jucha p’urhéecha

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Vi rimandiamo al nostro post di presentazione per conoscere in dettaglio il progetto di 68 Voci – 68 Cuori e qui per vedere tutti i corti già pubblicati.

I primi 18 corti e le lingue che ascolteremo.

Nei prossimi post proseguiremo con la pubblicazione dei primi 18 “corti”, con le storie superbamente illustrate e animate di 68 Voci-68 Cuori, corrispondenti alle seguenti lingue:

1. Náhuatl  – “Quando una lingua muore”.

2. Huasteco – “Come il coniglio arrivò sulla luna”.

3. Mixteco – “La morte”.

4. Maya – “L’ultima danza”.

5. Totonaco – “Muore il mio volto”.

6. Yaqui – “Il grillo stregone”.

7. Zapoteco – “Il volto di Prometeo”.

8. Tsotsil – “La riunione degli Spaventapersone”.

9. Tojolabal – “La tigre e il grillo”.

10. Tlahuica – “La strega”.

11. Matlatzinca – “Le lucciole che adornano gli alberi”.

12. Purepécha- “La Vergine della Salute e il pesce bianco di Michoacán”.

13. Ixcateco – “Perché le palme da dattero crescono a Ixcatlán”.

14. Chocholteco – “La bambina della lana”.

15. Oluteco – “La danza de “La Malinche”.

16. Q´anjolab´al – “La festa del granturco”.

17. Cucapà – “L’origine dei monti”.

18. Ayapaneco – “Il vento”.

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