Animali Le buone notizie da Gaia

Strane sorprese in laguna….

La laguna di Venezia, tra le sue acque verdi dai bassi fondali, ultimamente rivela delle emozionanti sorprese. Dopo la coppia di delfini che “danza” tranquilla in un canale della Giudecca sgombro dal consueto affollamento di imbarcazioni dell’era pre-covid, è stato recentemente avvistato un giovane capriolo che cercava affannosamente di guadagnare la riva dell’isola di San Lazzaro degli Armeni, antistante il Lido di Venezia.

La prima segnalazione è arrivata poco dopo le 7:30 di mattina dalle persone che navigavano nelle vicinanze dell’isola, accortesi che quello che nuotava in acqua, con il musetto a punta proteso in avanti, era un ungulato, scambiato inizialmente per un cerbiatto.

Il salvataggio grazie ai tassisti e ai Vigili del Fuoco

Il primo tentativo per cercare di aiutare l’animale è arrivato da alcuni tassisti, che con i loro motoscafi hanno delicatamente cercato di ‘spingere’ l’animale verso la riva .

Per fortuna il capriolo è riuscito a risalire sull’isola autonomamente salendo la scalinata dell’approdo, ma poi, visibilmente spaventato, ha iniziato a correre e nascondersi tra i cespugli.

Non è stata un’operazione facile poi per i Vigili del fuoco di Venezia, che alla fine sono riusciti a metterlo in salvo e ad affidarlo alle cure di un veterinario dell’ULss 3, badando bene di non fargli male e dopo avergli bendato gli occhi per tranquillizzarlo.

Da dove veniva il nostro capriolo?

Non si è riusciti a capire con certezza da dove sia arrivato, ma tra le ipotesi c’è chi ha pensato che il povero piccolo sia scivolato in acqua nel fiume Brenta, che dal Trentino scende nella pianura veneta per sfociare appunto in laguna.

Altri pensano che sia arrivato da Treporti, quindi un punto della laguna piuttosto lontano, dove giorni fa era stato avvisato un altro esemplare della stessa specie, una terza ipotesi infine è che il mammifero sia un “abitante” della vicina isola di Sant’Erasmo.

Il capriolo è abituato ad attraversare i fiumi. Ma sorprende che sia riuscito a percorrere un tratto così lungo: c’è da rallegrarsi che sia riuscito a resistere dopo una così grande fatica”, ha dichiarato Mauro Bon, responsabile della ricerca e della divulgazione scientifica del Museo di Storia Naturale di Venezia.

Speriamo tutti che il nostro amico nuotatore sia stato prontamente reinserito nella sua natura, fluviale o lagunare che sia, e che quest’avventura resti per lui solo un brutto e lontano ricordo.

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