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Dali’s Last Masterpiece: la nascita del mondo surrealista di Salvador Dalì

La vita e il lascito di Salvador Dalì raccontati in Dali’s Last Masterpiece, documentario che ripercorre il pensiero e il lavoro dell’iconico pittore surrealista. In occasione del suo compleanno, scopriamo di più sulla visione artistica di una figura centrale del surrealismo.

Tanti mondi in questo mondo

L’influenza di Salvador Dalì sul mondo dell’arte fu una delle più forti del Novecento. La sua adesione alla corrente surrealista, con l’esplorazione di movimenti avanguardistici come il cubismo, ne fecero uno dei maggiori visionari del mondo dell’arte.

Una figura capace di trascendere il campo della sola pittura e di esercitare la sua corrente artistica anche sul design, sul cinema, sulla moda e l’architettura. Una personalità ecclettica che, come dichiarò in un’intervista, vedeva molteplici mondi contenuti nella realtà abitata da noi.

Quest’esplosione di mondi nascosti fu proprio la base del surrealismo che diede la fama a Dalì, oltre che l’oggetto della sua ricerca di un modo di portare all’esterno ciò che era nascosto nell’interiorità della mente umana. Proprio su ispirazione di quest’idea, Salvador Dalì creò il suo ultimo capolavoro: il Museo-Teatro Dalì.

Un mausoleo artistico

Tra le tante caratteristiche per cui Dalì è conosciuto e ricordato, spicca certamente la sua eccentricità. Un gusto per il pacchiano e il kitsch, una narrazione personale che trasformò la vita stessa del pittore in un’opera d’arte.

In linea con questo comportamento, Dalì progetto la costruzione di un enorme spazio, a metà strada tra il teatro e il museo. La costruzione si svolse nella città di Figuerres, dove l’artista nacque, e si realizzò sulle rovine del teatro cittadino distrutto durante la guerra civile.

Il progetto di Dalì non era solo quello di costruire uno spazio espositivo per le sue opere. Lo scopo del Teatro Museo Dalì era quello di creare un mondo nel mondo: il mondo di Salvador Dalì, appunto. Una celebrazione di quell’intimità e di quella poetica che l’artista custodiva in sé e che finalmente usciva all’esterno in maniera definitiva.

Un vero e proprio mausoleo, in cui il pittore catalano fu infine sepolto, in una cripta posta sotto il palco centrale della struttura. Dalì’s Last Masterpiece ripercorre la genesi di questa creazione, della nascita di una realtà nascosta in seno al surrealismo spagnolo.

Un mondo creato dal surrealismo

Dalì’s Last Masterpiece racconta la vita dell’artista nell’ottica del suo monumento funebre: una storia che mostra come il successo di Dalì non furono tanto le sue opere, quanto quello di creare un mondo tutto suo, capace di esistere anche oltre lui.

Una regia sensibile che dimostra di aver capito a fondo il surrealismo: non come una bizzarra corrente artistica, ma come un movimento intenzionato a reinterpretare la realtà e a creare nuove dimensioni.

Se il tema dell’arte vi appassiona, vi piacerà anche il documentario Nel Nome Di Antea, dedicato al recupero delle opere d’arte dopo la Seconda Guerra Mondiale. Oppure vi interesserà il film Poesia Senza Fine, l’autobiografia cinematografica di uno dei maggiori surrealisti moderni: Alejandro Jodorowski. Potete anche leggere la nostra recensione Poesia Senza Fine: Il Cinema Della Psicomagia.

Titolo: Dalì’s Last Masterpiece
Regia: David Pujol
Anno: 2015
Genere: documentario
Paese di produzione: Spagna
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