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Dialoghi con l’Angelo: la vita e la spiritualità di Gitta Mallasz

La storia di Gitta Mallasz, raccontata attraverso i Dialoghi Con L’Angelo. Un film sulla vita di un’artista che, attraverso il nazismo, afferma di essere stata guidata dalle voci del suo angelo.

Una vita all’ombra del nazismo

Gitta Mallasz nacque a Lubiana, in quello che allora era l’Impero Austro-Ungarico. Cresciuta in una famiglia militare, con rigide regole e una ferrea disciplina, Gitta scoprì presto il proprio talento artistico iscrivendosi all’Accademia di Arti Grafiche di Budapest.

Sportiva talentuosa e disegnatrice dotata, Gitta strinse una lunga amicizia con Hanna Dallos e Lili Strausz. Al trio si aggiunse poi Jospeh, marito di Hanna. I quattro furono travolti dall’antisemitismo, che colpì le vite di Hanna e Joseph. In quegli anni, Gitta dovette prendere la direzione dell’atelier dei due amici, per evitare il sequestro dalle autorità filo-naziste.

Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, Gitta e i tre amici si rifugiarono in una casetta fuori Budapest. Allo stesso tempo, la donna diresse un centro di produzione di uniformi naziste, con lo scopo di coprire e proteggere circa un centinaio di lavoratori ebrei.

Fu proprio in questo periodo di difficoltà, riparati nella loro casa condivisa, che Gitta affermò di aver parlato con un angelo tramite Hanna.

Gli insegnamenti dell’angelo

I colloqui con l’angelo, che secondo Gitta parlò sempre attraverso Hanna, continuarono per alcuni tempi e vennero trascritti dai quattro su un numero di quaderni. Stando ai resoconti del gruppo, ognuno riceveva diversi insegnamenti dall’angelo.

Le parole di questa creatura divina cambiavano a seconda dei bisogni interiori di ognuno, spronandoli a capire e perseguire il proprio scopo nella vita. Quando le persecuzioni del nazismo si fecero sempre più feroci, Hanna, Joseph e Lili furono deportati e non tornarono più. Gitta rimase l’unica proprietaria dei quaderni su cui furono trascritti i Dialoghi con L’Angelo.

Dopo la caduta del nazismo, Gitta sfuggì al regime stalinista e si rifugiò in Francia, rinunciando per sempre a tornare in patria. Fu dopo la sua fuga che decise di pubblicare i Dialoghi, dei quali si propose sempre come una scriba e non l’autrice.

Una spiritualità per dare un senso alla propria vita

Dialoghi con l’Angelo è quasi un’agiografia: la vita di Gitta Mallasz viene raccontata dettagliatamente, accompagnata da una delle ultime interviste rilasciate dalla donna. Viene mostrato il legame tra l’esperienza spirituale di Gitta e gli avvenimenti della sua vita, in particolare la resistenza al terrore nazista.

Un documentario che non pretende di convincere, che non vuole rompere il ragionevole scetticismo che lo spettatore può avere nell’esistenza degli angeli. Ma che al contempo vuole mostrare come un’esperienza spirituale quotidiana, vissuta con entusiasmo e gioia, possa cambiare radicalmente il corso della vita di una persona.

Titolo: Dialoghi con l’Angelo
Regia: Gabriele Fonseca
Genere: documentario; biografico
Anno: 2020
Durata: 45′

Se il tema della spiritualità e degli angeli vi interessa, potrebbe piacervi il film Mikael, incentrato sulla vicenda di un giornalista scettico. Potete leggere la nostra recensione Mikael: la riscoperta degli angeli.

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