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Impermanence: l’attivismo sociale positivo secondo il Dalai Lama

Le lezioni del Dalai Lama su come affrontare il dolore della vita e del mondo. Un documentario-intervista sul Buddismo Tibetano, la sua filosofia e le sue pratiche per sopraffare, o meglio, superare il dolore che proviamo.

L’esodo vitalizio del Dalai Lama

L’attuale Dalai Lama, il cui nome è Tenzin Gyatso, ha vissuto quasi tutta la sua vita in esilio. Fin dal 1950, quando la Repubblica Popolare Cinese invade il Tibet per annetterlo al suo territorio. Il Dalai Lama, allora poco più di un ragazzo, si trovò a essere il portavoce di un popolo intero.

Costretto all’esilio per il suo rifiuto di accettare lo stringente dominio cinese e le regole anti religiose imposte dal regime, Tenzin Gyatso lascia la sua terra. Da allora, vive come eterno straniero, senza mai poter tornare a casa.

E nonostante questo, non si mostra mai afflitto. Anzi, il suo impegno per la pace, per la cooperazione tra popoli e per la tutela della cultura tibetana sono più forti che mai. Viene spontaneo chiedersi: da dove viene questa forza interiore, questa imperturbabilità?

Impermanence cerca di dare una risposta a questa domanda, esplorando i concetti chiave del Buddismo Tibetano espressi dallo stesso Dalai Lama.

L’impermanenza della vita

Come possiamo dedurre dal titolo, il concetto chiave su cui si basa la filosofia e la religione buddista è l’impermanenza: la transitorietà di qualsiasi cosa.

Per quanto la vita sia riempita di dolore e le buone notizie sembrino farsi sempre più rare, vedere l’impermanenza del mondo può cambiare le cose. Accettare le sensazioni che proviamo, gli eventi che ci capitano e considerare che presto svaniranno o muteranno.

Secondo gli insegnamenti del Dalai Lama, vedere l’impermanenza del mondo può aiutarci a cambiarlo per il meglio. Questo perché chi vede questo stato passeggero di cose, si pone con gli altri con compassione e amore. Lo stesso approccio che il Dalai Lama mantiene anche con la Repubblica Popolare Cinese, un governo che dovrebbe considerare suo acerrimo nemico.

Non solo quindi una pratica religiosa, ma un progetto semi-politico, un modo di comportarsi basato sull’integrità e sulla comprensione dei nostri simili. Siano essi nostri amici o nostri rivali.

Una riflessione per guarire il dolore del mondo

Le interviste di Impermanence, focalizzate sui discorsi del Dalai Lama, puntano ad ampliarne il discorso per mostrarne le conseguenze e le implicazioni.

Il montaggio è costruito in modo da evidenziare le analogie tra le parole del leader spirituale del Tibet e gli avvenimenti più recenti della storia mondiale. Ecco che quindi le lezioni di vita e le riflessioni del Dalai Lama si accostano alle proteste contro la guerra in Iraq, al costante tumulto del Medio Oriente, alle tensioni razziali negli Stati Uniti.

Una riflessione fatta per immagini, che cerca di spostare su un piano politico e sociale le parole di un grande leader. L’assenza di una controparte discorsiva del Dalai Lama, parzialmente sostituita da un voice-over riassuntivo dei concetti espressi, rende un po’ superficiale questo tentativo.

Resta comunque lodevole l’intento, che riesce comunque a esprimersi in maniera soddisfacente, mostrando non solo un pensiero religioso, ma soprattutto un modo di vivere controcorrente. Un modo di vivere volto all’unire e non al separare.

Un motivo più che valido per dare una possibilità a Impermanence, che sicuramente saprà mostrare la via di come un mindset individuale può influenzare sistemi molto più complessi.

Potete vedere il trailer di Impermanence qui.

Se il tema del ruolo positivo che la spiritualità buddista può avere nella politica, non perdete su UAM.TV il bellissimo Walk With Me, interamente girato in un monastero buddhista francese, di cui potete vedere qui il trailer e leggere la nostra recensione qui.

Regia: Goutam Ghose
Genere: documentario
Durata: 60′
Anno: 2006
Paese di produzione: India, Italia

Vi ricordiamo che potete visionare il nostro palinsesto in qualsiasi momento presso il catalogo pubblico di UAM.TV.

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