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Canto e Controcanto. Un film per salvare il Salento.

L’associazione pugliese Manu Manu Riforesta! e il documentario Canto Controcanto.

Cari amici di UAM.TV,

abbiamo il piacere di condividere oggi Canto e Controcanto, un affascinante progetto audiovisivo prodotto dall’associazione salentina Manu Manu Riforesta (manu manu, piano piano, in dialetto salentino), fondata con l’ obiettivo di ridare vita ai territori devastati dagli incendi dolosi nel sud del Salento nell’estate del 2020.

Centinaia e centinaia di ettari di terreno un tempo abitati da olivi secolari destinati alla produzione del famoso olio pugliese, sono infatti oggi tragiche distese di scheletri carbonizzati.

Un triste “cimitero” degli olivi nel Sud del Salento.

Non era infatti bello per l’immagine turistica del territorio convivere con gli olivi asfissiati e vinti dall’aggressione di parassiti e batteri come il CoDiRo e la Xylella, e da cause ben più gravi di disseccamento e morte delle piante, come l’inquinamento delle falde acquifere, le discariche abusive e l’abuso di pesticidi.

Meglio bruciarli, per eliminare la traccia e la vergogna del pesante sfruttamento di Madre Merra, e per lasciare spazio a nuove colture intensive con specie più resistenti e dunque più profittevoli

Canto e Controcanto, un cortometraggio emozionale, che tocca le corde del cuore green.

Per raccontare questo scempio, l’associazione ha ideato e prodotto Canto e Controcanto, un poetico documentario fatto di danza, musica, voce ed emozioni, ambientato all’interno questi tristi cimiteri della natura.

Il film-performance”Canto e Controcanto”.

Così ci racconta Bruna Rotunno, regista del film: “Vivo in Salento per metà dell’anno e ho visto morire uno ad uno i miei ulivi centenari, senza poter far nulla. Durante una piacevole serata salentina, la scorsa estate, ho conosciuto alcuni dei volontari dell’associazione Manu Manu Riforesta! e sono venuta a conoscenza del loro progetto e della loro caparbia e accorata visione.

Il giorno dopo ho visitato con loro i terreni che avevano acquisito ove già erano presenti alcuni alberi appena piantumati, a fianco di oliveti secchi e bruciati. È scoppiata una scintilla di emozionante ed empatica intesa col progetto Manu Manu Riforesta! Basta sconforto e staticità davanti ai milioni di ulivi morti, era tempo di fare qualcosa, tutti.

E’ nata cosi l’idea di un film da girare nei territori distrutti dall’apocalisse del CodiRo e della Xylella. Anche il ballerino solista della Scala Gabriele Corrado, salentino, aveva avuto modo di conoscere il progetto e innamorarsene, mettendosi a disposizione per eventuali iniziative a sostegno dell’associazione.

Al team del corto si è aggiunto il violoncellista Redi Hasa, anch’esso residente in Salento da 20 anni, che ha messo a disposizione alcuni brani tratti dal suo disco appena uscito. Rachele Andrioli, magica voce salentina, è entrata nel team come vocalist. Fabrizio Saccomanno, attore e regista teatrale, ha prestato la sua voce narrante.

Il film mostra la realtà dell’annullamento quasi totale del patrimonio storico degli ulivi, ma anche la possibilità di evolvere da una situazione drammatica attraverso la creatività e l’azione mirata alla rinascita delle antiche foreste preesistenti. Gli occhi e i movimenti di Gabriele Corrado ci conducono attraverso la desolazione dei territori dove gli olivi sono seccati, eradicati, carbonizzati, per arrivare alla verde rinascita della zona Viva, nella quale si sta attuando il progetto di Manu Manu Riforesta! Ombra e luce, distruzione e rinascita, morte e vita. Canto e Controcanto.

Il fine dell’associazione: ripiantumare il Salento partendo dall’area del Paduli.

Così aggiunge Ada Martella, giornalista e membro dell’associazione:

….Se planate a volo d’uccello su questa penisola di calcare circondata dal blu del mare, quello che vedrete al centro è un manto verde con enormi chiazze di marrone spento, il colore bronzo degli alberi seccati a macchia di leopardo. Un manto maculato in modo sinistro. Come sulla pelle di un malato appestato da qualche morbo malefico compaiono all’improvviso le piaghe, la terra del Salento in questi ultimi dieci anni sta esprimendo tutta la sua sofferenza, e sono proprio gli ulivi gli ‘elementi sacrificatori’, poiché stanno seccando a migliaia e il paesaggio è totalmente stravolto.

Manu Manu Riforesta! è un’associazione senza scopo di lucro, i cui soci prestano le proprie braccia e le proprie professionalità per realizzarne gli intenti. Acquisire i terreni abbandonati, la piantumazione, la cura nel tempo, il lavoro di divulgazione per sensibilizzare e mettere in atto la ‘forza centripeda dei Paduli’: riportare le comunità in quel territorio che un tempo era un paradiso della biodiversità e che ora è un luogo quasi del tutto abbandonato.

Ad oggi, i terreni acquisiti (acquistati, donati o in comodato d’uso) coprono un’area di poco più di 2 ettari, il progetto-pilota di 3 anni prevede di arrivare a 6 ettari.

Il mantra dell’associazione

Il mantra dell’associazione è:

Il Salento è nudo, ha perso le sue chiome, ha perso il suo ossigeno, ha perso la sua ombra.

Vogliamo piantare alberi,

ricreare la biodiversità,

contrastare la desertificazione,

lasciare una Eredità Verde a chi verrà dopo di noi

La rinascita del bosco grazie al contributo di tutti.

Noi oggi siamo sgomenti di fronte alle sagome scure degli ulivi, devastati prima dalla Xylella, poi come detto dagli incendi dolosi per far sparire quel tragico memento mori alla vista.

Ma ci sarà un giorno in cui i nostri figli potranno giocare di nuovo in quei luoghi, che grazie ad iniziative come questa, torneranno ad essere boschi vibranti di vita e bellezza. Noi tutti oggi possiamo partecipare alla realizzazione di questo sogno, che inizia dal cuore del Basso Salento, nel territorio dei Paduli, lì dove un tempo esisteva l’antico ‘Bosco Belvedere’.

Ricreare la biodiversità di querce, lecci, faggi, olmi, macchia mediterranea e piccoli orti al posto della fragile e consumistica monocoltura dell’ulivo.

E’ questo l’obiettivo dell’associazione salentina di cui vi invitiamo dunque ad visitare il sito www.manumanuriforesta.com. Qui, oltre ad una serie di interessanti approfondimenti, troverete tutte le informazioni per contribuire, con un piccolo gesto di sostenibilità, alla riforestazione di queste terre martoriate, patrimonio insostituibile di tutti noi.

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Se siete interessati ad approfondimenti sulla sostenibilità e la salvaguardia dell’ambiente, vi consigliamo la visione su UAM.TV di:

  • Articolo Arrivano le food Forest sul progetto Food Forest e sull’importanza di tutelare le foreste e di crearne di nuove, anche ai confini delle città.
  • “Trashed-Verso rifiuti zero”, in cui Jeremy Irons ci conduce attraverso i cinque continenti, mostrando quanto l’inquinamento dell’aria, della terra e degli oceani stia mettendo sempre più in pericolo la stessa esistenza del genere umano. Qui potete leggere la nostra recensione.
  • Oltre le chiome, che racconta di un gruppo di ecologisti alla ricerca degli alberi più grandi e importanti dell’amazzonia per scalarli, conoscerli, salvarli. Qui potete leggere la nostra recensione.
  • “No impact man”, in cui lo scrittore newyorkese, ambientalista e progressista Colin Beavan prova a vivere un anno a impatto zero nel cuore di Manhattan.
  • “Un altro mondo” , del nostro Thomas Torelli, fondatore di UAM.TV (da cui la piattaforma prende il nome, UAM è infatti l’acronimo del titolo) documentario che propone una riflessione sull’interconnessione tra uomo e universo, legame che troppo spesso gli uomini dimenticano di avere. a vivere un anno a impatto zero nel cuore di Manhattan. Qui potete leggere la nostra recensione.
  • “IRIRIA Niña Tierra” è un’analisi, dal locale all’universale, sulla radice “Culturale” che sta alla base dei problemi ambientali che in questa epoca il pianeta si trova ad affrontare.
  • Greta (I’m Greta), la storia della ragazzina ambientalista, presentato all’ultima Mostra internazionale del Cinema di Venezia e che stiamo cercando di acquisire per UAM.TV e di cui potete leggere qui la nostra recensione.
  • “Deforestazione made in Italy”, un’inchiesta che racconta il “legame invisibile” tra la deforestazione tropicale e le eccellenze del Made in Italy attraverso l’import di materie prime.
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