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68 Voci 68 cuori: “Muore il mio volto” – Totonaco (Tutunakú)

“Muore il mio volto” – Totonaco (Tutunakú)

Il Totonachi abitavano la costa orientale e le regioni montagnose del Messico, occupando, dal punto di vista culturale ed artistico, un ruolo di primaria importanza nella storia di tutta la Mesoamerica, soprattutto nel periodo tra il 300 ed il 900 d.C. Resistettero all’invasione dei Toltechi e dei Chichimechi prima di cedere all’arrivo dei conquistadores spagnoli nel 1519. I loro discendenti oggi vivono negli stati di VeracruzPuebla, e Hidalgo.

La loro capitale, El Tajin è celebre per l’originale Piramide a Nicchie, stilisticamente unica in tutta la mesoamerica; la produzione ceramica dei Totonachi è principalmente rappresentata dalle così dette Figurine Sorridenti, raffiguranti deliziose immagini di tipi umani con espressione gioiosa.

I Totonachi credono che l’ “anima di ogni persona sia fatta dalle dee madri“.  Se un neonato muore la sua anima “non va verso occidente, il luogo dei morti, ma ad est con le Madri”.

Fino al XIV secolo, i Totonachi furono i maggiori produttori al mondo di vaniglia.

Le lingue totonacan (o totonache o totonache-tepehuas) sono una famiglia di lingue native americane parlate in Messico, negli stati di HidalgoPuebla e Veracruz.

Le lingue totonacan sono sempre state considerate come non geneticamente collegate ad altre famiglie linguistiche amerinde. Recenti studi hanno suggerito un possibile legame con le lingue mixe–zoque, con le quali formerebbero la famiglia delle lingue totozoquean, tuttavia quest’ipotesi non ha ancora ricevuto conferme definitive.

Secondo i dati del censimento del 2010 effettuato dall’Instituto Nacional de Estadística y Geografía (INEGI), in Messico i locutori di tononaco sono oltre 250.000.

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“Muore il mio volto”

Tratto da una poesia di Manuel Espinosa Sainos.

Sinossi: Rappresentazione poetica dell’importanza delle lingue. I sensi e le cose del mondo sono passeggere, effimere. Ma a loro sopravvive il linguaggio, che trasmetterà a tutti gli altri ciò che siamo stati in questa vita.

Versione: Versión Tutunakú 

Titolo originale: Niy Kilakán

Niy Kiln
Nikgoy kgalhtuchokgo,
nikgoy staku,
nikgoy kilakgastapu,
nikgoy kimakanín,
niy ki lakán,
niy kintekgan,
niy kinkankán,
niy kimustalekg,
niy kintsalankswat,
niy kimakasanat,
niy pa´pa´,
niy takatsanawa,
niy kilinín,
chu kintatlín,
kintatlín,
kintatlín
ni akxnikú kitinilh.

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Vi rimandiamo al nostro post di presentazione per conoscere in dettaglio il progetto di 68 Voci – 68 Cuori e qui per vedere tutti i corti già pubblicati.

I primi 18 corti e le lingue che ascolteremo.

Nei prossimi post proseguiremo con la pubblicazione dei primi 18 “corti”, con le storie superbamente illustrate e animate di 68 Voci-68 Cuori, corrispondenti alle seguenti lingue:

1. Náhuatl  – “Quando una lingua muore”.

2. Huasteco – “Come il coniglio arrivò sulla luna”.

3. Mixteco – “La morte”.

4. Maya – “L’ultima danza”.

5. Totonaco – “Muore il mio volto”.

6. Yaqui – “Il grillo stregone”.

7. Zapoteco – “Il volto di Prometeo”.

8. Tsotsil – “La riunione degli Spaventapersone”.

9. Tojolabal – “La tigre e il grillo”.

10. Tlahuica – “La strega”.

11. Matlatzinca – “Le lucciole che adornano gli alberi”.

12. Purepécha- “La Vergine della Salute e il pesce bianco di Michoacán”.

13. Ixcateco – “Perché le palme da dattero crescono a Ixcatlán”.

14. Chocholteco – “La bambina della lana”.

15. Oluteco – “La danza de “La Malinche”.

16. Q´anjolab´al – “La festa del granturco”.

17. Cucapà – “L’origine dei monti”.

18. Ayapaneco – “Il vento”.

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