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Sei Vie per Santiago: un film in cammino

Lungo il sentiero più famoso del mondo, dove persone di ogni nazionalità camminano in cerca di se stessi, si svolgono le vicende che compongono Sei Vie Per Santiago, il documentario d’esordio di Lydia Smith.

Un lavoro di ricerca sulle vite di uomini e donne che affrontano questo viaggio impegnativo a modo loro. Riscoprendo una spiritualità che non si limita a quella del credo cristiano, ma che investe tutto lo spettro dell’umanità.

UN DOCUMENTARIO SUI PASSI DI SANTIAGIO DI COMPOSTELA

Il cammino che porta a Santiago di Compostela è uno dei percorsi di pellegrinaggio più famosi del mondo, forse il più frequentato in assoluto. In realtà, ne esistono diversi che attraversano la Spagna nei punti più disparati, a seconda di dove si sceglie di partire, ma il più famoso è certamente il camino francés.

Il cammino di Santiago nasce ai tempi della reconquista dei re spagnoli cristiani contro i Mori che occupavano la parte meridionale della penisola iberica. Le tappe sono quelle dei pellegrini che anticamente si recavano a porgere omaggio alle spoglie dell’apostolo Giacomo, sepolto proprio nella città di Santiago di Compostela.

Questo lungo viaggio a piedi, attraverso le formazioni dei Pirenei e le vaste pianure della Galizia, è diventato nel corso dei secoli una prova di vita. Non solo per chi segue la fede, ma anche per chi è in cerca della quiete e della dedizione necessaria a trovare risposte alle proprie domande.

UN SOLO CAMMINO, SEI VIE PER FINIRLO

Il lavoro di Lydia Smith si innesta proprio su questo lungo sentiero. Anzi, su questa intersezione di sentieri, di percorsi di vita che si muovono tutti verso la stessa meta. Pur avendo ognuno una destinazione interiore differente.

I protagonisti delle storie che il documentario segue sono persone normali, con problemi che tutti conosciamo e che possiamo comprendere, ma che hanno raggiunto una maturità e una consapevolezza tale da spingerli a intraprendere questo viaggio.

Conosciamo due amici canadesi, in marcia dopo che la moglie di uno di loro è deceduta. Un fratello e una sorella francesi, che si scontrano sulla religiosità dell’esperienza del viaggio. E anche viaggiatori solitari, aperti agli incontri spontanei lungo il cammino, decisi a scoprire di più sulle persone che sono.

Passando di ostello in ostello, attraversando vaste campagne e borghi che conservano la loro aria medievale, tra case di pietra e distese polverose battute dal sole. Questo fa di Sei Vie per Santiago un documentario in marcia.

Segue minuziosamente le peripezie dei suoi protagonisti, ne raccoglie le impressioni e i pensieri, li riporta con fedeltà e accuratezza, cercando di non interferire. La macchina da presa diventa un occhio invisibile, un confessionale privato e muto nel quale i pellegrini riversano la loro esperienza con schiettezza e candore.

UNA SCOPERTA AL DI LA’ DEL CREDO

Per quanto la presenza dell’atmosfera cristiana si senta con chiarezza, tutti i gestori degli ostelli e i chierici predisposti all’assistenza ai viaggiatori sono chiari su una cosa: il Camino è aperto a tutti.

Su questa lunga, infinita camminata, emergono le differenze che uniscono. Esseri umani diversi fraternizzano e si legano proprio sulla base di esse, cercando non una conversione o un’imposizione. Al contrario: riscoprendo il piacere del condividere, silenziosamente e rispettosamente, un lungo percorso su una terra meravigliosa.

La privazione, la fatica, le avversità sono le basi su cui si costruisce un’esperienza condivisa capace di rianimare anche quelli che non sentivano più la vita dentro di loro. Attraverso il silenzio, talvolta desolante, il sudore e le vesciche. Come antichi asceti, si ritorna a sentire la potenza e lo stupore dell’essere vivi e con uno scopo.

Se accarezzate da qualche tempo l’idea di intraprendere questo viaggio, o se lo avete fatto e vorreste ripercorrerne le tappe, non potete perdere il documentario di Lidya Smith: in quelle Sei Vie per Santiago, potreste anche trovare la vostra!

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