Documentari

Magna Mater: la via del femminile

Riconnettersi con l’energia universale, con il principio femminile originario. Ristabilire un equilibrio: questo è il fine ultimo di Magna Mater. In questo documentario, realizzato da Cristina Pedetta e Andrea Pirazzi, vengono approfondite le tematiche legate a una spiritualità perduta, o meglio lasciata indietro.

Il recupero di un collegamento a un grande spirito che ci coinvolge tutti, ma di cui difficilmente riusciamo ancora a sentire il richiamo. Attraverso le simbologie, le ritualità, l’iconografia e lo studio cosmogonico di queste sapienze religiose si compone un documentario che apre spazi di riflessione e riscoperta.

Un risalire lungo gli estuari della spiritualità moderna per ritornare a una spiritualità primigenia, dove il principio della femminilità regola amorevolmente le forze del mondo e degli umani.

Lo studio e la pratica della Magna Mater

Veniamo introdotti a questo viaggio iniziatico attraverso il dubbio, la messa in discussione dello stato delle cose. A partire dalla critica del materialismo, dell’ineluttabilità del Reale: voci di donne ricercatrici ci dicono che la materia che viviamo altro non è che energia, frequenze di vibrazioni, manifestazioni di un gigantesco sogno collettivo.

A dare il loro contributo all’impianto teorico di questo documentario ci sono diverse voci, come quella di Athon Veggi, egittologa e architetto, che riscoprendo gli antichi testi della religione egiziana ci riporta una saggezza e una conoscenza sepolta del mondo come emanazione di quello spirito fondante che fu conosciuto come Iside.

Di diversa estrazione, ma non per questo opposta, c’è anche Selene Calloni Williams, mistica moderna che attraverso l’approccio sciamanico decostruisce le varie tradizioni religiose per portarne alla luce gli elementi fondamentali. Tra questi, la preponderanza del principio femminile, la condivisione della coscienza con l’Universo, l’appartenenza degli umani a una dimensione divina superiore.

Esplorando invece la mistica cristiana, c’è Annamaria Bona, la cui ricerca si focalizza sulla rivalutazione, appunto, del principio femminile in una scuola mistica dominata troppo a lungo dalla preponderanza maschile.

Differenti voci per parlare di un’unica spiritualità

Queste tre voci di donne, per quanto differenti, per quanto collegate a misticismi differenti tra loro, oltre che culturalmente distanti, si uniscono nel messaggio univoco di questo documentario: dobbiamo tornare all’essenza femminile del cosmo, riequilibrarci con essa.

Nel corso delle interviste, emergono aspetti comuni, punti di contatto che delineano una visione collettiva. Non a caso, tutte le protagoniste affermano con sicurezza e gioia che l’umanità faccia parte di un immenso sogno a occhi aperti. Questo vuol dire non solo che la nostra origine è comune, ma che comune è anche il nostro smisurato potere sul presente. Basta solo riscoprire l’origine di questo potere.

Oltre alle loro esposizioni, assistiamo anche al loro sforzo quotidiano per riportare questa consapevolezza nella nostra società. Ci vengono mostrati scorci dei loro corsi, delle loro opere e dei rituali collettivi. Possiamo così vedere come queste idee non siano solo opinioni isolate di individui presenti nella società, ma anzi che sono condivise da persone. Affamate, bisognose di ritrovare una verità.

Magna Mater si propone di offrire proprio questo: una verità. Una nuova interpretazione della realtà, che possa acquietare e soddisfare anche gli spiriti più inquieti. Tutto questo donando nuovamente equilibrio e serenità.

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