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“Io ti vedo”, la fisica dell’amore

Con gli strumenti della fisica quantistica si rivela il collegamento tra connessioni umane e gli intrecci invisibili dell'universo.

Quante volte abbiamo sentito una connessione speciale con alcune persone? Quante volte questa connessione ci ha sbalordito a tal punto da non poterci dare una spiegazione? Oggi ne parliamo con l’aiuto della fisica quantistica.

L’intreccio invisibile

“Io ti vedo”, è la celebre frase che nel film “Avatar” sentiamo pronunciare dai na’vi, gli abitanti del pianeta Pandora, ma cosa significano veramente queste parole? Forse si vuol dire “Io ti vedo per quello che sei?”, “Io condivido le tue idee” o ancora di più “Io empatizzo con te”? No, c’è molto di più. Un na’vi che dice ad un altro “Io ti vedo” sente cosa prova l’altro, respira con l’altro, percepisce l’altro. Anche nel nostro mondo abbiamo continue prove di connessioni di questo tipo, specialmente tra gemelli o fratelli ci sono legami che molte volte rasentano la telepatia.

Potremmo raccontare infinite storie che ci mostrano questi fortissimi nodi invisibili, per citarne una parliamo di un’adolescente inglese di nome Gemma Houghton che nel 2009 fu improvvisamente invasa dalla sensazione che la sua gemella Leanne avesse bisogno di lei. Gemma corse subito dalla sorella e la trovò svenuta nella vasca da bagno mentre stava per morire annegata, ecco che le salvò la vita. In molti cercano di analizzare psicologicamente questi fenomeni dicendo che persone con un grande bagaglio di esperienze condivise possano maturare una percezione della realtà molto simile. Questa spiegazione non tiene conto che qui non si parla di condivisioni solo mentali, qui si parla di fratelli che anche trovandosi lontani riescono a sentire il cuore dell’altro con la sua gioia, dolore o paura. Svegliarsi la notte perchè sentiamo che un’altra persona che amiamo, che non è fisicamente con noi, non si sente bene, tutto questo non è persuasione, è la concretezza dell’amore.

Tutto conduce all’Uno

La fisica quantistica è la scienza che rivela la verità profonda di questo mondo di intrecci. Uno dei fondamenti cardine di questa scienza rivoluzionaria è il principio di indeterminazione di Heisenberg secondo il quale non è possibile misurare la locazione e la velocità di una particella poichè il solo fatto che noi la stiamo osservando modifica i dati rilevati. Già da questa constatazione iniziamo a percepire l’atmosfera di una realtà fortemente correlata ma questo intreccio, detto entanglement, è ancora più profondo. L’entanglement avviene tra due particelle derivanti da una scissione iniziale che anche quando si trovano a distanze impressionanti non solo continuano a scambiarsi informazioni ma arrivano a modificare il proprio stato fisico in perfetta sincronia. Queste sperimentazioni hanno sconvolto le certezze della fisica tradizionale, in particolare della relatività generale di Einstein. Lo stesso Einstein si è sempre opposto alle tesi dei fisici quantistici sostenendo la necessità di avere una prossimità tra due particelle perchè ci sia interazione e la velocità massima raggiunta dalla luce per lo scambio di qualsiasi informazione. La fisica tradizionale continua per la via delle verità oggettive e del rapporto causa-effetto mentre la fisica quantistica ci fa entrare in una visione di una realtà fatta di probabilità e soprattutto di questi fili invisibili che uniscono ogni essere. Per dare un’immagine più chiara di questo mondo seguiamo l’interpretazione che David Bohm da alle teorie quantistiche. Secondo Bohm la realtà è costruita su due livelli, un livello è detto implicato, nascosto e non osservabile mentre l’altro è detto esplicato ed emergente . L’ordine esplicato è ciò che noi possiamo vedere con i nostri occhi e che ci mostra le cose divise dallo spazio e dal tempo, una divisione che è però è solo un’illusione e che trova il suo svelamento nell’ordine implicato dove risiede l’universo di intrecci invisibili, la vera essenza della nostra realtà. La fisica quantistica ci mostra una prospettiva dalla quale noi dobbiamo attingere per sentirci ciò che siamo, un’unica realtà in cui ogni cosa è riconducibile all’uno e responsabile della creazione. Anche dalla scienza apprendiamo come l’amore trascenda lo spazio e il tempo poichè tutto è già correlazione, vibrazione, frequenza ed energia; dobbiamo solo cambiare occhi, o meglio aprire il terzo, per vederlo.

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