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Be Happy: mindfulness e pedagogia

La zona metropolitana che circonda San Francisco, conosciuta anche come Bay Area, è nota per gli alti livelli di criminalità e per le condizioni di disagio di molte delle città che la compongono. In questo contesto, spesso difficile, si sono susseguiti progetti e iniziative, con obiettivi e modalità differenti, per cercare di migliorare le condizioni di vita degli abitanti. Tra questi tentativi, uno in particolare sta prendendo largamente piede, grazie ai risultati sbalorditivi ottenuti: si tratta della pratica della mindfulness.

Numerosi insegnanti ed esperti di pratiche di consapevolezza girano la Bay Area, proponendo progetti di meditazione nelle scuole e svolgendo lezioni in contesti istituzionali delicati, come riformatori e centri d’aiuto per giovani senza fissa dimora.

Be Happy segue le vicende e le esperienze di questi operatori, documentando gli sforzi, le idee, i progressi e le difficoltà che hanno incontrato nel proporre una nuova metodologia per combattere il disagio giovanile nelle loro comunità.

L’educazione attraverso la consapevolezza

Il documentario mette l’accento proprio sull’aspetto comunitario della pratica della mindfulness. Per quanto possa apparire paradossale, vista la natura individuale delle tecniche meditative, Be Happy riesce a evidenziare come un insieme di individui rilassati e, soprattutto, consapevoli, possa creare un ambiente condiviso piacevole e produttivo.

Attraverso le testimonianze dei protagonisti di questo risveglio istituzionale emergono i diversi aspetti e le sfaccettature, le motivazioni che hanno messo in moto questa serie di eventi. Dalle interviste ai presidi che cercavano attività di tipo contemplativo rispettose del contesto eterogeneo e culturalmente diversificato delle loro scuole, agli insegnanti alla ricerca di tecniche utili a ridurre l’enorme carico di aspettative e ansie poste sui bambini nella società occidentale.

E naturalmente, troviamo anche contesti più problematici, come riformatori e centri di rieducazione, dove persone dal passato violento aiutano giovani che hanno avuto problemi e trascorsi delinquenziali a costruirsi degli strumenti con i quali provare a sistemare la loro situazione. Oppure centri di aiuto per ragazzi e ragazze senza fissa dimora, in condizioni economiche e familiari precarie, dove volontari di varia provenienza e con passati molto differenti alle spalle danno una mano per rendere sopportabili situazioni di estremo disagio.

Raccontare il cambiamento dell’educazione

Be Happy è un resoconto esaustivo e uno sguardo completo sull’apertura che la società sta avendo nei confronti della mindfulness. Ci racconta di come questa non sia costretta per forza a essere una pratica individuale, svolta nella vita di persone alla ricerca di modi per sentirsi meglio, ma come possa diventare uno strumento efficace e sistematico nel creare una società più equilibrata, capace di gestire le proprie emozioni e di non cadere in atteggiamenti negativi.

I successi che ci vengono mostrati dimostrano come questa idea possa essere realtà, di come già in ambienti difficili si sia rivelata essere un elemento di riallineamento e di apertura, instaurando un dialogo e una partecipazioni inaspettati.

Questo documentario, diretto da Hélène Walter e Eric Georgeault, apre gli occhi su una grande possibilità: quella di risolvere situazioni di degrado sociale, di migliorare la vita individuale dei bambini, di insegnare agli umani come vivere un mondo ansiogeno e stressante in maniera sana e resiliente. Senza cadere nell’autoindulgenza o nella vaghezza delle intenzioni, Be Happy ci porta a vedere quello che già è stato fatto, per lasciarci immaginare quello che ancora si può fare. Cominciando a esserne consapevoli.

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