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UAM TV: buone notizie dal mondo

  • di Gaetano Bruno

Negli ultimi anni ho avuto l’occasione di conoscere tantissime persone nuove. Non dico ho avuto la fortuna perché credo che la fortuna, qualsiasi tipo di fortuna, ce la costruiamo noi con le scelte che facciamo quotidianamente quindi le occasioni o ce le creiamo o le cogliamo quando ci si presentano ed in entrambi i casi sono frutto di nostre deliberate scelte dalle quali scaturiscono azioni volontarie.

Una delle persone più normalmente straordinarie che ho conosciuto è Thomas Torelli. Normalmente straordinario sembrerebbe un ossimoro invece se ci pensate i due termini sono molto sinergici dal punto di vista del significato profondo. Perché straordinario è qualcosa che esce dalla norma e oggi essere normali è fuori norma.

Tutti, chi più chi meno, ci sforziamo di far vedere chi siamo e proprio in questo sforzo snaturiamo la nostra unicità ricoprendola di veli e pellicole che finiscono per nasconderci anche a noi stessi. Thomas invece è una persona leggera. Leggera nel modo di intendere la vita, una specie di fricchettone postmoderno come lui stesso mi ha detto di essere stato definito, che ha messo in piedi una rivoluzione gentile basata sul concetto di consapevolezza che è veramente travolgente.

E lo ha fatto finora con la sua attività di regista documentarista sfidando in qualche modo l’opinione della massa e andando ad attrarre a sé tramite le sue opere una nicchia di persone accomunate da un sentire comune profondo che piano piano si sta espandendo diventando essa stessa massa ma ad un livello che mi assumo la responsabilità di definire superiore.

Una nuova massa critica che non solo riconosce e si riconosce in alcuni valori ma che li vive e li incarna con convinzione nonostante siano percepiti come complessi, utopici, probabilmente e più semplicisticamente anche strani. Ma cosa è strano se non tutto ciò che non conosciamo?

Personalmente ho iniziato ad apprezzare i lavori di Thomas e tutto quello che si porta dietro non per sentito dire ma per esperienza diretta e soprattutto grazie al consiglio di una amico, una persona cara che stimo e alla quale voglio bene e che mi ha aperto le porte di una visione del mondo che avevo dentro di me ma che allo stesso tempo neanche io riuscivo a vedere in maniera così chiara e convinta da poterla esteriorizzare tramite i comportamenti quotidiani.

Ho visto i documentari di Thomas, alcuni più di una volta, altri decine e li ho anche portati in giro, almeno ci ho provato. Proiezioni in vari paesi dell’alto Tirreno cosentino, con i ragazzi delle scuole superiori – eravamo quasi seicento al cinema di Diamante – e così come me tanti altri si sono impegnati pro bono in tutta Italia per far conoscere i messaggi che stanno dietro ai documentari di Thomas.

Ho avuto il piacere di ospitarlo a casa mia, motivo in più per confermare che questo racconto è basato su un’esperienza diretta e oggi condivido con chiunque leggerà questo Appunto la notizia che riguarda il percorso di Thomas e i progetti con i quali sta contribuendo alla rivoluzione gentile di cui sopra:

Il 18 Novembre partirà ufficialmente UAM TV, un altro mondo tv, una piattaforma (web TV) indipendente che vuole essere il contenitore culturale e di progetti anche di altri autori che condividono la nostra stessa mission: diffondere gioia, consapevolezza e conoscenza come contributo alla creazione di un modello sociale e culturale migliore, un altro mondo. Un altro mondo parte da noi, insieme possiamo crearlo.

È la TV delle buone notizie, quelle che raramente ci raccontano e che, quando ci sono, finiscono in fondo ai notiziari. Quelle che fanno bene al cuore, che alimentano speranza e una visione del futuro positiva e costruttiva. Quelle che da giornalista per 15 anni raramente ho potuto raccontare perché vale il detto “bad news are good news”. Le brutte notizie vendono facendo leva sulle paure e alimentandole finendo per soggiogare le masse al pessimismo, alla disperazione e, nei casi estremi favorendo le reazioni violente, le rivoluzioni sanguinarie.

Invece si può partecipare alla rivoluzione gentile, che si basi sulla bellezza, sulla gentilezza, sulla cooperazione, sul donarsi gratuitamente. Tutte cose che conosciamo bene, delle quali non facciamo fatica a riconoscere in assoluto il valore positivo ma che poi, presi dalla frenesie della vita quotidiana, sacrifichiamo e dimentichiamo per dare spazio a comportamenti divisivi, discriminatori, competitivi nel senso negativo del termine e distruttivi.

Per tutti questi motivi io seguirò l’evolversi di questo progetto e invito tutti voi a farlo con grande convinzione e partecipazione. E vi saluto con una parola che imparerete a conoscere presto: in lak’ech.

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